06 aprile 2009

Il "rumore" del terremoto

Stavo dormendo, ma ho sentito subito il letto che oscillava e quel "rumore". E' un rumore sordo, ritmico, quasi un cigolio, ma non lo è. Forse dovuto al movimento della struttura, non lo so. So che è inconfondibile: è "quel" rumore. Non ho avuto paura, per una che ha vissuto gran parte del tempo alla falde del Vesuvio, queste sono cose a cui ci si abitua. Ho guardato la sveglia: le 3:34 ed ho pensato: "si è sentito troppo, è forte ed anche vicino. Sarà la Ciociaria o l'Abruzzo". Chissà, questi pensieri nel cuore della notte, un brusco risveglio ... non so da dove siano venuti. Purtroppo non mi ero sbagliata ...

La memoria è andata subito ad una domenica di quasi 29 anni fa, a "quella" domenica del 23 novembre.


Avevamo deciso di trascorrere la serata tutti insieme: le mie due sorelle, già sposate con figli e noi: mamma, papà ed io. I miei genitori erano rientrati da un fine settimana fuori, i bambini giocavano nella stanza affianco, noi insieme a preparare la cena, ad apparecchiare la tavola, il cane del vicino che abbaiava, abbaiava e all'improvviso ... "quel" rumore e poi ... Si muoveva tutto. Ricordo che abbiamo cercato di raggiungere le scale, ma nel corridoio non si riusciva ad andare avanti, tanta era l'oscillazione. Eravamo sballottolati da un muro all'altro. La luce è andata via ... poi finalmente in strada, insieme agli altri del viale in cui abitavamo. Tutti scioccati, increduli, impauriti. Ricordo all'improvviso un gran freddo e una nebbia fitta che rendeva tutto ancora più irreale. Qualcuno ha provato a risalire in casa a prendere le giacche: improvvisamente la temperatura che fino al mattino era stata particolarmente gradevole e inusuale per la fine di novembre era precipitata, faceva freddo. O forse era la paura, non so. Qualcuno si è munito di qualche radiolina per sentire le notizie. Qualcuno a provato a chiamare i propri cari al telefono, per avere notizie. Ma niente. Ricordo che la gente diceva che non c'era comunicazione. Ancora da venire i tempi del cellulare!

E poi ci siamo allontanati con le macchine, volevamo raggiungere la casa al mare dove saremmo stati tranquilli, dove la notte sarebbe trascorsa serena, seppur nella paura, nello sbigottimento del momento. Ma c'era una fitta nebbia e non si riusciva a guidare e ricordo che in tantissimi ci "accampammo" presso il casello dell'autostrada. Lontano da abitazioni, da possibili crolli. Tutti in attesa di notizie che furono sconvolgenti col venir della luce.

Ora non è pensabile che ad ogni, dico ogni terremoto del nostro territorio, "giovane" e quindi ballerino, si debba sentire la solita filastrocca delle abitazioni indaguate, della necessità di mettere in sicurezza centri urbani, bellissimi, ma vecchissimi. Dopo la commozione iniziale, tutto si dimentica e la "messa in sicurezza" non viene fatta. E tutto ricomincerà al prossimo terremoto.

Ecco qui. Se un blog è un diario, questa è la pagina del mio diario di oggi. Questi sono i miei pensieri, i miei ricordi, le mie emozioni odierne. Le ho condivise con chi viene in questo blog di proposito e con chi ci si trovi per caso.

A presto

3 commenti:

  1. A me è capitato raramente di sentire le scosse di terremoto, forse una o due volte prima di questa. Ma questa è stata veramente forte, mi sono svegliata, ho guardato il soffitto e ho pensato adesso crolla tutto.
    Ma fortunatamente non è successo.
    Anche io non ho avuto paura mentre succedeva (forse non ho avuto neanche tempo, anche se è durato tanto), ma dopo al pensiero che poteva succedere, ho avuto paura, ed infatti non sono riuscita a riaddormentarmi.
    Certo che se crollava tutto, non avrei avuto neanche il tempo di uscire di casa.

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  2. dici bene Monica, in queste situazioni si fanno promesse come nel periodo elettorale, solo che col terremoto non si scherza!

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  3. hai proprio ragione Caty. Il problema purtroppo è che alle si dicono tante parole al vento per farsi belli, ma così si gioca con la vita delle persone.
    Grazie per aver visitato il blog.

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Grazie per aver lasciato un pensiero.

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