22 settembre 2014

Un ragazzo d'oro

Mi piace molto il cinema: in TV vedo solo film e ho un fornitissimo videonoleggio vicino casa dove vado almeno una volta a settimana: quando stiro :-). 
A cinema però ci vado poco: costo del biglietto, eventuali file (già se ne fanno tante che sinceramente...) difficoltà a conciliare i gusti di tutti, cosa da non sottovalutare

Poi però ti chiama un amico e ti chiede se vuoi andare a vedere l'ultimo film di Pupi Avati ....
Avati l'ho conosciuto fine anni settanta in una fiction (allora si chiamavano sceneggiati) intitolata: "Jazz Band", con Gavina, Delle Piane e altri che non ricordo. Storia gradevolissima, in una Bologna degli anni cinquanta e come dice il titolo, con qualche "punta di jazz" :-). 
Se non ricordo male (ero adolescente allora e la domenica sera non si usciva ...) leggermente autobiografico.

Poi l'ho visto in altri progetti nel corso degli anni, ma dal mio punto di vista, negli ultimi tempi aveva perso un pò di verve. Gli anni passano, ci accadono cose e queste ci segnano. Se poi fai un lavoro come quello di Pupi Avati, questo tuo disincantarsi per la vita si trasmette agli altri attraverso ciò che produci.

Ecco secondo me è proprio questo che accade qui. Il film è un pò lento, la storia dal mio punto di vista, è imperniata nel rapporto tra un padre (defunto) ed un figlio, rapporto molto ingombrante che segnerà decisamente il ragazzo e lo porterà ad un punto che non vi svelo nel caso lo andiate a vedere. Un pò pesante. Sharon Stone: inutile; Giovanna Ralli: bravissima ma con una frattura tra età anagrafica e età narrativa; Scamarcio ... mmm ... non saprei, forse sempre un pò inespressivo ma nel complesso forse migliorato rispetto a qualche anno fa.
Questa è la mia interpretazione. In alcuni momenti mi ha dato una sensazione quasi di fastidio, per questa incapacità di reazione  nel protagonista e in chi gli gira accanto. 

Nel commentare con gli amici mi è stato obiettato che in realtà il padre aveva amore per il figlio e questi invece ha male interpretato questo amore. Lo immagino quanto sia difficile il rapporto genitori/figli, quanto questo segni la vita dei ragazzi, ma - come rovescio della medaglia - anche dei genitori. Però secondo me il ragazzo, già fragile, è stato investito da questo padre troppo ingombrante, aiutato in questo pesare, da una madre in adorazione di quest'uomo.

Insomma questa è stata la mia chiave di lettura del film, e sono consapevole che un film, un libro, uno spettacolo, sia interpretato da ognuno di noi in base allo stato d'animo di quel momento; probabilmente il mio sabato sera era ... leggermente calante, non so. Ma in conclusione avrei preferito vedere un altro film.

Ed ora al lavoro! Devo completare una card da consegnare e metterne in cantiere un'altra. Poi voglio finire di riciclare le tende per farne un tappetino per il bagno e finire la sciarpa che ho cominciato e ...
Come sempre troppe idee e poca voglia! :- )

A presto



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