15 aprile 2014

Baby drawer per una baby girl

Ho visto la data dell'ultimo post ... mamma mia! Che pigrona che sono! E si! Perchè ormai il pollice va alla grande e quindi scuse non ne ho proprio più. 

Comunque eccomi qui a mostrarvi l'ultima card. Mi è stata richiesta per la nascita di una bimba e vi anticipo che non è nulla di originale, le ho viste in giro e l'ho riprodotta.

E' un classico "cassettone". L'ho un pò interpretata a modo mio rispetto a quelle che girano in internet. Se fate la ricerca per baby drawer card ve ne usciranno molte.

Chi mi segue e mi conosce sa che mi piace fare le cose da me: mi piacciono poco i templates, le cose già fatte. 

Anche per questa card ovviamente mi sono regolata così. Cosìcche la sagoma del cassettone me la sono disegnata e poi ritagliata con le forbici decorative "Victorian".

C'è un difetto di progettazione: la card è troppo larga per la sagoma riprodotta cosi si "imbarca" come si vede dalla foto di sotto. 

Sarebbe stato necessario farla più stretta o allargare i piedi del cassettone per non farla crollare.

Così se pensate di farla ricordatevi di questo particolare. Oppure si può fare tenendo sempre la stessa larghezza, ma sdoppiandola: il cassettone più stretto e lungo e la parte laterale più grandicella con una semplice decorazione, scritta o qualsiasi cosa.

Forse non mi sono saputa spiegare bene, ma nella eventuale vostra ricerca su google la troverete anche così. E lo so che direte: "Monica l'aveva accennato"! :-)

I pomelli della cassettiera sono fiori in gomma crepla, decorazioni varie ritagliate e incollate, alcune normalmente altre - come la maglietta - con il bi-adesivo spessorato.

La copertina è un pezzetto di merletto di bomboniera ripiegato, la cruccetta del vestitino, un gancino da orecchini modificato.

Strass a decorare e la "L" come iniziale del nome. Spero piaccia a chi me l'ha chiesta. Ho sempre questo timore.

E ora al lavoro! Nell'ordine: pastiere e bigliettino per pasqua per il nipotino lontano così giusto per accompagnare la palma.

Ci sentiamo per gli auguri.
A presto

18 marzo 2014

Il lato positivo

Bel titolo vero? Ricco di energia positiva, solare ... 
Non sto elogiando il titolo del post, ma il titolo di un film che ho visto ieri sera. :-)

Poichè la mia mano ha ancora i punti, lavori da mostrare non ne ho, meno che mai ricette perchè ci stiamo preparando a prendere i chili di Pasqua, libri finiti non ne ho ... vi parlo di questo film.

Ovviamente la mia dolce metà accanto a me mi ha chiesto: "ma cosa è che ti piace in questo film?" ... Si, ...  era troppo parlato per lui. Mi domando se è un problema solo del mio maritozzo o di gran parte del genere maschile, quello di evitare film dove il coinvolgimento emotivo è forte e dove i personaggi si confrontano con un dialogo serrato. Mah! Hanno paura che questi coinvolgimenti possano poi diventare reali in una reale coppia? ... non so ... ;-)

E' un film romantico, in questo periodo scene cruente e ansie da film proprio non mi servono. :-) E' una storia d'amore, non proprio banale, perchè nasce tra due persone molto provate psichicamente, sempre sull'orlo di un baratro.

E' la storia di Pat, affetto da bipolarismo, che in tutti i modi cerca di riconquistare la moglie, la quale a causa della malattia ha chiesto ed ottenuto un'ordinanza di restrizione. Pat la ama molto, ma il motivo che lo ha portato a scontare questa pena in ospedale è stata l'aggressione all'amante della moglie che ha  scoperto in flagrante proprio nella loro casa. Pat, che non ha più casa e lavoro, ritorna quindi dai genitori, una famiglia anch'essa un pò particolare, e qui nel quartiere incontra una giovane donna, vedova, sull'orlo di un baratro per dipendenza da sesso. Tra i due si instaura uno strano rapporto di mutuo reciproco aiuto che li porterà ad una gara di ballo e a scoprire che tra loro è sbocciato un amore.
In modo molto stringato questa è la trama. 

Mi ha colpito molto il modo in cui il regista ha affrontato la problematica della malattia all'interno della famiglia. Sono sempre situazioni pesanti, molto difficili da affrontare. Genitori provati, diffidenza dei vicini, commiserazione ... insomma emozioni forti. 

Ho inoltre trovato molto positiva l'energia che il protagonista ha nel volere di nuovo una vita "normale", ma non fattibile, perchè certo non accanto alla moglie che lo ha prima tradito e poi lasciato, in una famiglia con problemi anche interpersonali; mi è piaciuta la sua disciplina nell'affrontare le cose per raggiungere sempre la meta prefissata. 
La protagonista femminile, Tiffany,  vedova molto giovane, è chiaramente una persona sola, borderline, che trova in Pat la persona giusta a cui aggrapparsi prima di precipitare. Lo aiuta ed è aiutata a raggiungere un obiettivo che darà loro la consapevolezza che la loro vita può essere vissuta in modo "normale". 

Qui poi mi chiedo cosa vuol dire "normale", ma questo è ... un altro post! :-)

Insomma piacevole, romantico al punto giusto, ben recitato, fa anche un pò riflettere appunto su cosa è normale e cosa no, e dove si vede e si vive "varia umanità".

Spero la prossima volta di potervi mostrare qualcosa di scrapposo, o uncinettoso, o altro. Vorrebbe dire che il mio pollice destro è ritornato! :-)

A presto

10 marzo 2014

L'inconfondibile tristezza della torta al limone

Come sempre mi ha colpito il titolo. Non credo sia solo perchè menziona torte e io sono golosa!

L'ho quasi divorato. Ho finalmente operato il pollice e me ne sono dovuta stare per qualche giorno ferma. L'unica era leggere. 

Ho dato fondo ai libri in attesa sul kindle. Per alcuni non ne è valsa la pena, per altri si.

Cominciamo da questo. 

E' la storia di una ragazzina, che poi cresce e diventa donna, che alla vigilia del suo nono compleanno scopre di avere il dono di "capire" il cibo. Ossia sente attraverso di esso i sentimenti di tutti coloro che sono venuti in suo contatto. Oltre ovviamente a capirne tutti gli aspetti più nascosti, come il tipo di mangime usato o la provenienza. La cosa per la piccola più sconvolgente è che riesce a capire le persone attraverso il cibo, a conoscerne i più segreti sentimenti: rabbia, amore, delusione e così via. Comincia per lei una vita di inferno perchè non sempre si è in grado di sopportare tutti i sentimenti, soprattutto se questi sono delle persone a noi vicine, come i nostri genitori ad esempio. Noi li immaginiamo perfetti, perchè è da loro che vogliamo farci proteggere, ma se attraverso il cibo si scopre che in effetti sono esseri umani e perfetti non lo sono, che hanno sentimenti di rabbia, di amore verso persone a noi sconosciute, di delusione, di impotenza, questo ci riesce difficile da sopportare.

Ecco questa è la prima fase del libro. Carina, intrigante quanto basta, coivolgente. Poi nello sviluppare la storia l'autrice a mio avviso si perde.  La narrazione si fa "inutilmente" lunga.

Gli anni passano e la protagonista, Rose, impara a convivere con questo suo dono. Scoprirà che anche altri in famiglia hanno doni particolari: il padre, il fratello, la nonna.
Immagino che nell'intenzione dell'autrice questo voglia dire che in fondo ognuno di noi ha delle qualità che ci rendono speciali e unici nel nostro genere. Che dobbiamo imparare a confrontarci col mondo e capire che tutti abbiamo un posto ed un ruolo. Il che non è sempre facile ed il fratello di Rose infatti non ce la fa a confrontarsi e sceglie una via di fuga, raccontata in modo particolare, per non accettare queste "diversità". 

Nel complesso la lettura è stata piacevole. La prima parte di più devo essere sincera. La seconda parte ho avuto difficoltà a seguirla, forse perchè mentalmente mi ero predisposta ad un semplice romanzo e non ad un messaggio. Però con la chiave di lettura giusta devo riconoscere che ne è valsa la pena l'acquisto.
Poi come ho letto da qualche perte l'importante è leggere sempre e ovunque. Ed è vero: leggere ci rende liberi.

Spero di tornare quanto prima con qualcosina di "lavorato". Devo collaudare il mio pollice destro ritrovato! :-)

A presto.

14 febbraio 2014

Cucito! ... ma che fatica!

Si in effetti avrei potuto fare un abito da sposa per quanto tempo ci ho impiegato! :-) Diciamo che proprio portata non sono per il cucito.
Ma allora - vi domanderete - chi te lo fa fare? E ... non lo so! ... Cioè, so perchè ho deciso di cimentarmi: necessità, pura necessità.

Vi racconto tutto dall'inizio. 
Dunque tutti voi, noi, stendiamo il bucato no? a meno che non si abbia un'asciugatrice utilizziamo l'aria e il sole. 
La mia mamma era una manica del bucato: stendeva tutto in modo perfetto, senza pieghe, partiva dalla roba più grande sui fili più lontani a lei e quindi più esposti nel balcone all'aria ed arrivava a quella più piccola, tipo calzini e slip, su quelli vicini. Non c'era mai nulla un pò storto, non teso e quando tutto era asciutto riponeva stenditoio e mollette nel ripostiglio (una volta le case lo avevano tutte) così "non prendevano polvere" ... Forse era troppo maniaca! :-)

Fatto sta che noi figlie siamo venute su uguali. Tale madre tali figlie! 
Aveva realizzato un porta mollette e mia mamma tutto quello che faceva o comprava per lei, lo faceva o lo comprava anche per noi. E poichè io sono l'ultima figlia, nata anche dopo un pò di anni, avevo praticamente una casa arredata ancor prima di fidanzarmi! :-)

Comunque non voglio tirarvela per le lunghe, questo porta mollette, dopo decenni di onorato servizio ha ceduto e da qui la necessità di farmene uno nuovo


Eccolo qui. Mia mamma l'aveva fatto decisamente meglio, ma molto meglio!

Ora nel modello originale, che qui non posso proporvi perchè davvero in condizioni pietose, la gonnellina aveva più plissé. 
Quale gonnellina direte voi?
Ehm ... ehm ... quella che parte da sotto la cintola fantasia! Ma come non è evidente? :-)

Lo so ... dunque a mia discolpa c'è che ho usato materiali riciclati e quindi mi sono dovuta arrangiare: il vestitino è fatto con i residui di un vecchio jeans che era stato già ampiamente saccheggiato. Da qui l'impossibilità di un plissé decente della gonnellina applicata sul "vestitino".

La cintola e le bordature sono il residuo del gran foulard già riciclato per il mio porta kindle. 

Quindi tanta stoffa da utilizzare alla fine non è che ce ne fosse tanta! E poi ... sinceramente? Non mi sono fidata di me stessa e non ho voluto rischiare stoffa più decente.

Dal modello di mamma mi sono creata il cartamodello e da qui ho tagliato la stoffa. Nel cucire ho già capito i miei errori, sia nella fase di riproduzione del modello che di taglio della stoffa. Quindi me li sono appuntati.

Se mai lo dovessi rifare so che verrebbe molto meglio.
Certo ...... se cominciassi la produzione ora i pensierini di Natale 2016 sarebbero pronti ........ :-)

A presto.

06 febbraio 2014

M'illumino di meno 2014

Anche quest'anno Caterpillar, trasmissione pomeridiana di Radio 2, celebra la giornata del risparmio energetico.

Ormai sono anni che ve ne parlo, non rifarò qui la filippica su quanto spreco energetico ci sia nelle nostre case, sul posto di lavoro. Quanto poco inclini alla salvaguardia del nostro pianeta siano alcune delle nostre abitudini.

Non c'è bisogno che dica cosa comporta quasto nostro selvaggio attingere alle risorse naturali, senza dare nulla in cambio alla nostra "Gaia".

E' sotto gli occhi di tutti le immagini delle alluvioni di qualche giorno fa, ma anche di novembre, di ottobre, dello scorso anno e così via.

Il clima è ambiato è innegabile, è sotto gli occhi di tutti. E' necessario che nel nostro piccolo cambino le nostre abitudini, ma anche attivarci affinchè a livello centrale di governo del paese si adottino scelte che consentino - non dico un miglioramento perchè non penso sia possibile e perchè ci vorrebbero decenni - ma che consenta un arresto di questo lento morire del pianeta.

Lo so sono un pò "Savonarolizzata" su questo! Me ne scuso. Ma mi fa rabbia che le prossime generazioni debbano patire per i nostri comportamenti scellerati.

Quindi il 14 Febbraio prossimo, ma anche dopo nessuno lo vieta anzi! :-), "Illuminiamoci di meno!"

A presto

03 febbraio 2014

Four Italian Friends ... la ri-scoperta del Sud.

Questa volta le mie chiacchiere saranno rivolte alle mie origini. Chi mi conosce o mi legge sul blog, Facebook o Twitter sa che sono di Napoli e fiera di esserlo. 

In passato senza mai rinnegare le mie origini non mi sono mai molto interessata a parlare della città o della regione Campania e meno che mai del Sud in generale.
Ho sempre pensato in cuor mio che avevamo e abbiamo una ricchezza di cultura, di storia, di arte, di gastronomia, di paesaggi, e chi più ne ha più ne metta,  che ci rendevano una potenziale ricca regione.
Accanto a ciò ho sempre pensato che i peggiori nemici di Napoli siano i napoletani, così come per il resto del Sud siano gli stessi meridionali.

Negli ultimi anni - non dico l'età per carità! Me ne guarderei bene! - ma forse il fatto di aver lasciato la mia terra e di ritornarci solo sporadicamente ho sentito la necessità di condividere con i miei amici le bellezze in senso lato di Napoli e della Campania in generale.
Mi sono accorta di non essere l'unica meridionale a sentire questa necessità. 

Gli italiani in generale, non voglio restringere questo secifico discorso ai meridionali, sono un popolo di emigranti in senso ampio, nel corso della storia non ci siamo limitati ad andare all'estero, ma abbiamo attraversato questo stivale da Sud a Nord, ma anche viceversa.

L'emigrazione verso Torino e in generale verso la Pianura Padana negli anni del boom industriale, ma prima l'emigrazione dei Veneti artefici della bonifica dell'Agro Pontino. Storia raccontata in modo magistrale nel libro: Canale Mussolini di Antonio Pennacchi, e che caldamente vi consiglio.


 Ora tutto questo per raccontarvi un'avventura che insieme ad altri amici di origine pugliese abbiamo deciso di intraprendere: riscoprire il nostro Sud, nei punti più nascosti, nelle tradizioni più antiche, nei sapori meno diffusi, e raccontarlo agli amici e a chiunque vorrà seguirci.

Sorrento

 L'idea è nata perchè abbiamo voluto inizialmente raccontare i nostri luoghi a noi stessi: prima un viaggio in Cilento insieme, poi un viaggio in Puglia.

Una gita a Napoli, un fine settimana a Procida ... insomma abbiamo Ri-scoperto il nostro Sud e lo abbiamo raccontato. E lo abbiamo raccontato anche agli amici, non solo italiani, ma anche stranieri. Da qui l'idea di un blog che parli della nostra terra. In inglese perchè ormai tutti lo conosciamo, mentre gli anglosassoni non sanno l'italiano ... :-)  e perchè è più probabile che uno straniero non conosca la nostra terra, mentre un italiano si.
Ravello


Il blog si chiama Four Italian Friends perchè siamo quattro amici e sotto questo spirito vogliamo far conoscere le nostre terre. Non siamo stati molto originali direte voi! Lo so ... e per quanto mi riguarda è una grave onta visto che mi pongo come scrapper in primis! :-)



Lecce


Il nostro obiettivo è quello di far conoscere i "nostri posti"  sotto una luce diversa, meno turistica.

Far vivere il luogo come se si fosse del luogo, consigliare cose da fare fuori dai canali conosciuti, presenti nelle guide e quindi di per sè in parte snaturati.

Andare a visitare quel posto perchè intorno ad esso c'è una leggenda popolare, mangiare lì perchè la cucina è quella tradizionale casalinga.

Insomma consentire a chi vuole, di fare una esperienza diversa da quella prospettata dalle guide turistiche.

Trani
Immagino che ogni città, paese o contrada abbia qualcosa che ogni abitante conosce, ma che lo scrittore della guida turistica non ha scoperto! L'Italia è piena di queste meraviglie, un pò nascoste, molto abbandonate, che andrebbero rivalutate.

Questo periodo di pesante crisi economica dovrebbe far riflettere non tanto noi cittadini, quanto chi di questo paese decide la via da percorrere, di puntare sulle nostre eccllenze: arte, storia, cultura, cibo.

Del resto ci sarà un motivo per cui noi siamo qui da qualche migliaio di anni mentre altri nel pianeta no? :-)

Spero di leggere qualche vostro feedback in merito o anche solo le vostre esperienze.

Del resto chi mi segue su FB e su Twitter (un pò meno) sa bene la passione che mi spinge a parlare della mia terra.

La prossima volta vi mostrerò un qualcosa nella quale per la prima volta mi cimenterò: il cucito. O meglio non è tanto una prima volta ma quasi! :-)

A presto

19 gennaio 2014

Torta senza uova e grassi ...

... Forse dietetica! Forse .... Ma forse no! :-)
Oggi il tempo è proprio brutto, almeno da quello che dice la radio il tempo è una vera schifezza su tutta l'Italia. Cosa c'è di meglio in questo pomeriggio uggioso e triste di una bella dose di cioccolato puro?

Mi è capitata sotto gli occhi questa ricetta che mia sorella chiamava Africana e faceva per mio padre: non ha uova e burro. A lui queste cose non piacevano e pensava che non gli sarebbe piaciuto nulla che li avesse avuti come ingredienti. In realtà mangiava cose che lui era convinto di non mangiare ... diciamo che un pò "fessacchiotto" lo facevamo! :-)

Quando l'ho letta ho pensato subito che era da rifare prima o poi: senza grassi, senza uova, solo farina, cacao, latte e cioccolato rigorosamente fondente, ho pensato: non avrà tante calorie! E quindi anche dopo le festività natalizie si potrà mangiare! (non ne sono molto sicura a dir la verità! ...).

Oggi, in questa bruttissima domenica di gennaio mi sono detta che era il momento buono per farla!

La torta ha un'aroma di arancio e cioccolato in tutte le forme: in polvere e sotto forma di tavoletta di cioccolato grattugiata a pezzettoni.


E' semplice e veloce. Non l'ho spolverizzata con zucchero a velo, ma penso che male non ci stia. Forse servita anche con un pò di gelato alla vaniglia non sarebbe male! Ma lì poi le calorie aumentano ... :-)

Vi darò gli ingredienti ufficiali e tra parentesi vi darò le modifiche che ho apportato, sempre per renderla (nella mia mente) meno calorica. Anzi se qualche "autostoppista cibernetico" passando di qui mi dice se ho pensato giusto o meno ne sarò felice!

Ingredienti:
300 gr. farina
100 gr. cacao amaro (80 gr.)
200 gr. zucchero (120 gr.)
succo di due arance
una bustina di lievito per dolci
1/4 di Lt. di latte (ho messo quello scremato)
100 gr. di cioccolato fondente grattugiato grossolanamente (50 gr.)

Si amalgama il tutto e ho infornato in forno ventilato a 135° per circa 40 minuti.
Et voilà!

A presto



16 gennaio 2014

Cascade Card per i 18 anni

Ho approfittato dei 18 anni della figlia di una mia amica per riprendere in mano forbici, carta e colla. Ho ancora difficoltà a lavorare perchè ancora ho il tutore alla mano destra e quindi i lavori non vengono perfetti e poi ci metto un sacco di tempo! Uffa!

Però volevo provare assolutamente a realizzare questa card che avevo visto in giro e non aspettavo altro che una buona scusa. Si lo so, potrei farle a prescindere e tenerle lì per quando mi servono o per quando qualcuno me le commissiona, ma non sono fatta per le cose organizzate e pianificate. Io sono quella dell'ultimo momento non c'è nulla da fare! Nemmeno a 50 anni (quasi ... ancora 49 per qualche mese) imparerò! :-)

Dunque tornando a noi questa è quella che in giro troverete come Cascade Card. In realtà sembra molto più complicata a guardarsi che a farsi.

L'unica difficoltà l'ho trovata nel passare dalle misure in pollici a quelle metriche. Perchè direte voi? E perchè volevo prima provarla a fare con un foglio "scrauso"; non volevo sprecare della carta per scrap nel caso fosse stata di difficile realizzazione! Sono un pò "braccino corto" con le mie scorte scrap! :-)

Quindi ho dovuto rifare i conti e crearmi un modello ad hoc.

Dunque anche questo - come la Center Step Card - è un biglietto che si tiene sù da solo. E' un modo un pò "strano" per dirlo, ma è così: non è un "normale" biglietto di auguri. Si poggia su un piano.

Il materiale utilizzato è: cartoncino, punches, strass, lettere e fiori di "foam" (davvero non so come si dica in italiano sinceramente ... :-( che vergogna!) , stickers (non si vede ma c'è: nello spazio dove è collocata la tag c'è un adesivo 3D a forma di pacchetto regalo).

La tag ha la decorazione che richiama quella alla base del biglietto e contiene il messaggio augurale e viene tenuta al biglietto con una mollettina che qui nella foto non c'è perchè non l'ho del colore adatto, ma è facile da immaginare.

Alla tag con i nastrini è tenuta una decorazione in metallo (charm).

Che ne dite? Piacerà?
 A presto




09 gennaio 2014

Siamo già nel 2014!

E lo sappiamo ormai da 9 giorni direte voi! E lo so! ... Mi sono crogiolata in questi giorni festivi e non ho fatto nulla ... nemmeno gli auguri a voi che passate per queste pagine! ...


Comunque ... Buon 2014! A tutti! 

Che sia un anno migliore di quello che è trascorso! Perchè diciamocelo ... ha fatto parecchio schifo! 

Che sia un anno di serenità mentale per tutti: i problemi "quotidiani" definiamoli così ci sono e ci saranno sempre. Fa parte della vita. Ma sinceramente vi auguro e mi auguro, che questo 2014 sia un anno "normale" quasi monotono. Almeno io ho bisogno di un pò di noia. :-)

Che sia un anno di rinascita economica. E di rinascita di valori che a dirla tutta se ne sono andati un pò a farsi friggere!

Che sia un anno di pace. Perchè troppi conflitti e troppi dolori circolano nel mondo.

Io nonostante tutto sono fiduciosa. Sono convinta che il genere umano abbia sempre la capacità di ritrovare forze e sensibilità per superare i momenti di difficoltà.
Lo so. Mi direte che la storia, soprattutto nel secolo scorso, insegna esattamente cose diverse. Che paurosamente ci sono in giro alcuni segnali di grandi difficoltà sociali, politiche, economiche, etiche. 
Ma io confido nel genere umano. So che abbiamo un cervello che impara e se continuamo a parlare degli errori passati non se ne compiranno in futuro.
Penso che intorno a noi ci sia un potenziale che deve essere colto e utilizzato. Ce la possiamo fare!

Poi sinceramente spero che peggio di come stiamo (in ogni senso) non possiamo stare e quindi ...

BUON 2014!

A presto.


19 dicembre 2013

Ormai ci siamo .... Natale si avvicina!

E si! Con tutti i problemi e tutte le gioie che esso comporta. Manca meno di una settimana. Forse l'ho già detto, ma io vorrei passare dal 15 dicembre al 15 gennaio. Senza passare per i giorni incriminati!

Quando ero più piccola il natale mi piaceva molto, allora venivano a casa anche gli zii tra loro c'era zio Mario ... un mito di allegria! Lui si che ci faceva divertire! ... La moglie un pò meno! Se fossimo anglofoni scriverei: RIP ... per entrambi ...

Vabbè! Bando alle chiacchiere! Non ho assolutamente nulla da mostrare nel blog. Ho ancora il tutore alla mano destra e quindi lavoro pochissimo. Ma qualcosina forse l'ho.

Avete già pensato ai regali di Natale? Quest'anno mi sono sbrigata velocemente. C'è la crisi e ci sono pochi soldi, quindi piccoli pensieri e generalmente ... "gastronomici"! 

Quindi cioccolata particolare, qualche condimento fuori dal comune ... insomma cose utili, ma non "le solite" cose da mangiare!

Per i bambini disco dello Zecchino d'Oro (menomale che ancora piace a qualcuno!), qualche giocattolino per i più piccolini e abbigliamento. Così anche i genitori risparmiano.

Però qualcosa da mostrarvi sull'argomento "regali"  ce l'ho. 

Qualche anno fa avevo preso spunto in internet per creare dei KIT personalizzati:
- per le sorelle un KIT di sopravvivenza al Natale;
- per i nipoti un KIT per una serata tra amici.

Avevo quindi confezionato vari regalini messi poi tutti in una scatola.
Per i primi KIT avevo pensato: ad un bagno schiuma rilassante, un buon vino da meditazione, della cioccolata ed il libro di John Grisham "In fuga dal Natale".

Per i secondi: avevo preso una bella tovaglia e realizzato dei sottobicchieri ad uncinetto, una bottiglia di vino, un gioco di carte (tipo UNO etc) ed avevo realizzato delle cornici dove poter mettere la foto del convivio.

Quest'anno il KIT regalo è destinato a mia suocera, che so di sicuro che a breve non passerà di qui e quindi ve ne posso parlare.

Il KIT in questione è un ANTISTRESS. Sottotitolo: "piccoli rimedi per poter contare serenamente fino a 10".



Ho quindi comprato: 
  • delle candele profumate
  •  un bagno schiuma rilassante
  • una crema per il corpo abbinata
  • una crema per il viso
  • una sciarpa in seta
  • dei chicchi di caffè ricoperti di cioccolato
  • un barattolo di cioccolata spalmabile



 Ho confezionato i singoli pacchetti e li ho messi in una scatola ad hoc che il maritozzo ha provveduto a rivestire.

Dunque il tutto è pensato con il titolo di cui accennavo prima.

Ci sono anche delle modalità d'uso del tipo:

  1. Non aspettare che accada l'inevitabile
  2. Chiudere la porta alle proprie spalle
  3. Il livello di soddisfazione dei rimedi è direttamente proporzionale al numero con cui è contrassegnato
  4. I rimedi possono essere anche combinati tra loro per un migliore appagamento.

Per scrivere tutto ciò avevo pensato di alterare dei CD Rom (ancora direte voi! E si! dico io! Ne ho una marea!)
 



Però realizzandoli - con fatica a dir la verità a causa della mano impedita e con non grande soddisfazione di riuscita aggiungerei - mi sono resa conto che le scritte sul retro sarebbero state troppo piccole per lei che in questo momento ha problemi alla vista, e inoltre non aveva molto senso spezzettare il tutto in tre parti. 

Ho quindi preso un biglietto di auguri del FAI E all'interno ho scritto tutto.


Spero che le piaccia e che soprattutto l'aiuti a pensare che non vale la pena più di tanto "rosicare" sulle cose. Bisogna accettarle così come sono. Fa parte della vita.

E quindi alla fine anche quest'anno ho le mie NUOVE decorazioni natalizie. ... Forse me le conservo per il prossimo anno come cards da inviare ... Shhh! :-)

A questo punto non mi resta che augurare a tutti voi che passate di qui un Buon Natale ed un sereno Anno Nuovo.

Che dite si potrà chiedere a Babbo Natale un lavoro, un pò meno pensieri ... un pò di serenità insomma? Io ci provo! :-)

Ci vediamo il prossimo anno!




01 dicembre 2013

L'amore è un Patatrac

Di questo libro mi ha incuriosito il titolo: "patatrac" è un modo gentile per dire che una cosa ha causato guai, problemi "benevoli".
In questo periodo non riesco più a leggere cose impegnate, nè i miei soliti thriller ... ho bisogno di calma, serenità, positività ... E quindi quando vado in libreria o sfoglio un catalogo per il mio Kindle mi attraggono questi titoli.

La storia è molto semplice, frizzante, leggera; alcune situazioni sono raccontate così bene e sono così surreali, da avermi fatto ridere più di una volta durante la lettura.
L'ambientazione è tipicamente francese, resa davvero bene dall'autore.
La protagonista - Julie -  si innamora del suo vicino di casa prima ancora di incontrarlo. E' il cognome che la attira: "Patatrac". Da quel momento  numerose sono le situazioni un pò strambe in cui si ritroverà per conoscere - e poi per vedere e "farsi" vedere - dal suo bel vicino di casa.
Questo amore che la travolgerà le darà anche la forza per cambiare alcune cose della sua vita che proprio non le piacciono: l'amore come forza di animo e coraggio per affrontare la vita, per aprirsi agli altri, per capire gli altri.
Alcune situazioni sono davvero surreali, spero inesistenti in concreto (è ciò che distingue un fatto di cronaca da un racconto), perchè altrimenti mi porrei domande sul genere umano! :-)
Insomma un libro molto leggero, ma decisamente piacevole.

Due parole sull'autore: confesso che prima di arrivare alla fine del libro non avevo capito che Gilles Legardinier fosse un uomo. Pensavo che Gilles fosse un nome da donna.
Il personaggio di Julie, il carattere, i pensieri, le dinamiche per far decollare questo amore che lei fin dal primo momento reputa travolgente, viene raccontato così bene che ero proprio sicura - fino ai ringraziamenti - che si trattasse di una donna.
Ora dal mio punto di vista questa sensibilità, o meglio questo acume nell'analisi dell'universo femminile da parte di un uomo, lo trovo decisamente un punto di forza per l'altra metà del cielo. Se solo fosse più diffuso, non staremmo a parlare di violenze, incomprensioni, femminicidi etc. etc. Ce ne fossero di uomini con questa sensibilità! :-)
Spero per la sua compagna che sia realmente così anche nel mondo reale.
A presto.

09 novembre 2013

Center Step Card in centimetri e ... segnaposti natalizi

Un paio di post fa vi ho mostrato la card per il compleanno di un'amica. Ora questa era in pollici e alla fine avendo un po' di tempo libero ho realizzato la misura della card in centimetri, per chi non ha il righello adatto o per chi come me preferisce usare la normale riga in centimetri.


Spero che si veda bene e che siano chiare le istruzioni.
Poi mentre mi guardavo un telefilm poliziesco un po' noioso a dir la verità, mi sono detta che questa card poteva essere anche un ferma pacchi, natalizio o per qualsiasi altra occasione, quando serve scrivere solo il nome e quando può essere agganciato al regalo con una mollettina in tinta.
E sempre a causa del noioso telefilm di cui sopra, mi sono detta che data la particolare forma, poteva essere anche un segna posto, natalizio o per qualsiasi altra occasione.
E poiché il telefilm era davvero, davvero molto noioso, ho deciso che valeva la pena di realizzarlo.

L'ho fatto natalizio ma solo perché è la festività più vicina ad oggi. In realtà natale non mi piace, mi mette una tristezza che non credo li realizzerò mai così! Però avevo la "fregola" di cimentarmi e quindi con quel poco di natalizio che avevo tra le mie cosine scrap l'ho fatto. Ma immaginatelo di diverso colore, con decorazioni differenti. Va bene per qualsiasi occasione!
E' realizzato interamente con un cartoncino bristol abbastanza pesante, e deve essere così altrimenti crollerebbe. Ma forse con una silhouette di cartoncino un po' più leggero che faccia da sostegno, si possa realizzare anche in panno lenci, ... perché no? Ma qui le esperte del cucito che passano di qui, mi dovranno dare conferma.
Inoltre con qualche opportuna modifica - penso ad esempio al nome attaccato con una mollettina in tinta o con del velcro - possono essere realizzati "definitivi", rendendo cambiabile solo il nome di volta in volta.

Ecco qui un pò alla buona le misure in centimetri utilizzate

Ok. Quindi anche su questo blog ufficialmente è cominciato il natale! ... Sigh! ... :-)
A presto

07 novembre 2013

Io che amo solo te

 Soffro d'insonnia e quindi di notte o mattino presto ascolto la radio con le cuffiette, per non svegliare il maritozzo.
 
Al fine settimana dalle 6 in poi su Radio 2 fa una trasmissione (ormai da anni) "Colazione da Tiffany" con Luca Bianchini e Mavi Scartozzi.
 
Ora sinceramente questa trasmissione non ha - dal mio punto di vista - alcun spessore. Parlano del nulla e poi di oroscopo, cosa che io odio. Non è tra le mie trasmissioni preferite. Però ve ne parlo perché Luca Bianchini è uno scrittore (romanzi) e sembra anche tra i più venduti. Il suo ultimo romanzo "Io che amo solo te" mi ha incuriosito perché è il titolo di una bellissima canzone di Sergio Endrigo, con un testo magnifico. Se non la conoscete cercatela nel web, va ascoltata.
 
Da quando ho il kindle leggo con una certa velocità, perché dato l'esiguo peso me lo posso portare ovunque. E anche il costo del libro stesso è decisamente più basso, per cui anche libri che non avrei comprato, oggi tendo a considerarli un po' di più.
 
"Io che amo solo te" è un romanzo leggero, ovviamente sull'amore. Non ha particolare spessore (senza offesa per l'autore: mi sarei meravigliata visto il personaggio radiofonico, ma magari se leggessi gli altri suoi romanzi mi ricrederei), però è una storia leggera, che si legge veloce e con piacere.
 
Sullo sfondo di un amore attuale tra due ragazzi di Polignano c'è la storia d'amore dei rispettivi genitori, un amore del passato, contrastato e mai soddisfatto. Ancora prepotentemente presente nei protagonisti, ovviamente sposati con altri e con una vita ormai alle spalle, con rimpianti e ancora sogni su questo amore di gioventù.
Ovvio che per il bene dei figli questo amore rimarrà nei ricordi e/o sogni dei protagonisti. Il racconto si snoda attraverso i preparativi di questo matrimonio, meridionale e forse un po' pacchiano; ben narrato anche l'equilibrio dei vari personaggi alle prese con problemi e ossessioni dei nostri tempi.
La location è abbastanza ben dettagliata per cui davvero sembra a volte di essere in quella assolata e meravigliosa terra di Puglia!
 
Insomma è un libro gradevole, apprezzabile se si ha bisogno di sgombrare la mente con letture semplici e leggere. Nulla più di quanto non mi aspettassi.
 
A presto
 
 
 

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