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01 luglio 2013

Insalata di riso alla pescatora

Finalmente sono arrivate temperature più estive, bè magari non proprio la scorsa settimana, ma confido assolutamente nella prossima!
E quindi la stagione delle insalate può dichiararsi ufficialmente aperta. E cosa potevo mai cucinare io che adoro il riso? Un riso all'insalata! Ma non quello solito fatto col Condiriso! Non mi piace.
Quindi visita alla mia pescheria di fiducia, sotto casa: Massimo.
Avevamo a cena amici con qualche problema di intolleranze e quindi la scelta dei pesci da utilizzare è stata un po' limitata: vongole veraci, calamari e pesce spada.
Ora l'insalata di riso col pesce io non l'ho mai fatta. Me ne sono andata per un'idea e la voglio condividere con voi. Come al solito non ho quantità da darvi, vado sempre un po' ad occhio.

Prima di tutto ho aperto le vongole in una padella con un po' di aglio e del prezzemolo. Senza alcun  condimento. Le ho quindi alzate, pulite lasciandone qualcuna con la conchiglia per la decorazione e filtrato il liquido.
Ho quindi messo in una padella uno spicchio di aglio, i calamari ed il pesce spada tagliati a pezzetti un goccio di vino bianco ed ho fatto cuocere il tutto per una quindicina di minuti.
Ora se soffriggete l'aglio ed il pesce con l'olio extra vergine, sicuramente il sapore ne guadagnerà, ma poiché ormai da oltre un anno mangiamo solo con olio a crudo, tutta la fase di preparazione è fatta senza condimento.
Dopo di che ho tritato una cipolla non molto grande, l'ho soffritta con del vino ed ho cotto il riso come se volessi fare un risotto, tostandolo e poi utilizzando il liquido di cottura delle vongole e quello dei calamari e pesce spada, a mò di brodo. Ho quindi preparato un risotto.
Detto questo in una ciotola ha tagliato dei pomodori piccadilly a pezzetti, tritato del prezzemolo e del basilico (mi piace molto il basilico col pesce), dei pistacchi di bronte. Ho aggiunto le vongole sgusciate, i calamari ed il pesce spada e quando il riso si è raffreddato, anche questo. Ho regolato di sale e pepe.
Ho messo un cucchiaio di olio EVO a testa ed un cucchiaio e mezzo di colatura di alici di Cetara. Lo so che il nome può lasciare perplessi, ma provatela che è buonissima con tantissime pietanze.
L'ho messa in frigo per qualche ora e cacciata da questo, una mezzoretta/tre quarti d'ora prima di mangiare.

Vi assicuro che non è avanazata!

A presto.

23 gennaio 2013

Pasta e ceci con vongole

Sabato uggioso e freddino ... cosa c'è di meglio di una zuppa? E quindi avendo in precedenza lessato e cotto dei ceci ho deciso di utilizzarli.
I ceci li avevamo comprati in occasione di una gita nell'alta Tuscia e sono quelli "Del Valentano": piccoli piccoli. Quando faccio i legumi secchi in genere ne faccio qualche porzione in più così li ho già surgelati per ogni evenienza. Calcolo circa 40 grammi di legumi secchi a persona, nel caso dei ceci li tengo a bagno in acqua fredda per 24 ore circa e poi li cuocio senza alcun aroma. 
Li condirò poi in seguito in base a ciò che voglio cucinare.

Quindi in questo sabato così .... triste per il tempo ho deciso di fare la pasta con i ceci, ma l'idea di aggiugere le vongole non c'era. Non voglio prendermi alcun merito è probabile che abbia letto o visto in televisione questo connubio. Non ho inventato nulla immagino, però ve la propongo perchè è davvero buona buona. Molto più gustosa della pasta e ceci con gamberi che avevo fatto qualche tempo fa sulla scorta di una ricetta trovata in internet, molto più buona davvero!

I ceci come ho detto li ho lessati semplicemente, quindi li ho conditi. Ora c'è da precisare che noi abbiamo imparato a mangiare l'olio a crudo su ogni pietanza, quindi l'aglio che ho utilizzato per insaporire i ceci non l'ho soffritto, ma immagino che se lo facciate il tutto venga ancora più buono. 

Quindi dicevo non ho soffritto l'aglio, ma l'ho semplicemente messo a bollire lentamente con i ceci e poco sale così da insaporirli. A parte ho aperto le vongole che ho poi sgusciato, conservando l'acqua di cottura opportunamente filtrata.

Ho quindi versato nei ceci bollenti la pasta mista, e nel corso della cottura ho allungato utilizzando tutto il liquido di cottura delle vongole, regolando poco di sale proprio a causa di queste. Quasi a fine cottura della pasta, a circa uno o due minuti da essa ho aggiunto le vongole sgusciate.

Ho impiattato condendo con del pepe e olio EVO Toscano, non ci sarebbe stato male del prezzemolo tritato ma in casa non c'era.  .... SLURP! 

Buona, buona buona!

A presto

12 giugno 2012

Mafalde corte risottate ai peperoni

Da quando ho scoperto che anche cucinare alla fine mi piace, ho anche cominciato ad "ascoltare" ciò che i vari addetti ai lavori proponevano. Ho notato che sempre più spesso si parla di pasta risottata, intendendo la cottura della pasta in tegame proprio come un risotto.
Riconosco che i piatti vengono decisamente più gustosi. La pasta è come se assorbisse meglio i sapori.
Ho provato la prima volta con gli spaghetti a vongole: cognati a cena, in particolare cognata dalle mani di fata :-), e mi sono lanciata. Un successone! Ci ho riprovato di tanto in tanto (i tempi si allungano un pò proprio come per il risotto) devo dire sempre con ottimi risultati.

Ora chi passa di qui ogni tanto, avrà notato che è da molto che non condivido qualcosa di culinario perchè siamo a dieta, con risultati insperati se solo ne avessimo parlato qualche mese fa!
I piatti quindi devono essere leggeri prima di tutto, però anche buoni! Altrimenti la voglia di gelato al cioccolato si fa più pressante! :-)

L'altra sera era di scena sulla nostra tavola la pasta con i peperoni. Lo so! I peperoni in padella richiedono olio abbondante per friggerli. Però ... olio? Un cucchiaio! E a crudo ...

Quindi i peperoni sono stati prima arrostiti sotto il grill del forno, spellati e quindi passati in padella con uno spicchio di aglio "rosolato" .... in un pò di vino. ... sigh!

Ho quindi aggiunto i peperoni spellati e tagliuzzati con il loro stesso sugo (quello che rilasciano quando li arrostite per intenderci).

Nel frattempo ho cominciato a lessare la pasta: le Mafalde corte della Garofalo. A metà cottura, o poco meno, l'ho alzata con un mestolo bucherellato ed ho cominciato a cuocerla nel tegame con i peperoni ed il loro sugo, aggiungendo di tanto in tanto un pò di acqua di cottura della pasta lasciata a bollire sul fornello.

Il solito cucchiaio di olio a crudo, una spolverata di origano et voilà! Il piatto è fatto!

Ovviamente se non fossimo stati a dieta, l'aglio sarebbe stato rosolato nell'olio così come i peperoni e probabilmente avrei spolverato il tutto con un pò di reggiano.

Però la cottura risottata sarebbe rimasta e sinceramente ve la consiglio. Vedrete come la pasta acquisterà .... quel qualcosa in più!

A presto


03 aprile 2012

Dieta ma ... con gusto!

Ebbene si! La dieta continua con grandi soddisfazioni. Ho superato la quota meno dieci!!!  Rientrare in alcuni pantaloni, o indossarli senza sembrare l'omino Michelin, da una felicità ..

Ora non metto in dubbio che normalmente la buona cucina è anche calorica: usa condimenti e metodi di cottura che non si conciliano tanto bene con un regime dietetico.

Però a volte basta un pò di fantasia e anche le cose più semplici diventano gustose. E quindi oggi voglio condividere con voi una piacevole esperienza di primo con verdura ... dietetico!

Fregola con erbette

02 maggio 2011

Pasqua, pastiere e ... chili in più!

Eccomi qui. Una buona Pasqua fatta a voi tutti ... in ritardo, ritardissimo!! E che i giorni mi volano via e mi ritrovo alla sera senza aver combinato nulla. Che mi succede????
Mi ritroverò alla pensione senza nemmeno accorgermene!!!! :-) ..... (forse sarebbe meglio ....)

Comunque Pasqua archiviata. Pastiere ..... BUONE!!! e quest'anno ho modificato alcune cose.
  1. Invece del grano in barattolo su suggerimento di mia suocera:  grano vero! ... Bè lessato da lei e surgelato da lei. E' vero! Però io l'ho cotto di nuovo con latte e vanillina. Qualcosa avrà pure voluto dire no?? :-) Ad ogni modo la differenza si sente. Credetemi!
  2. Su suggerimento di mia sorella ho modificato le dosi della pasta frolla per la pastiera. Mamma scusami!! Ci voleva decisamente più burro per amalgamarla meglio all'impasto. Certo non saranno le calorie del burro a rovinarci!!  .... O no???? :-)
  3. Via il forno ventilato. Le asciuga troppo. E quindi con forno tradizionale ... con tutto il tempo che ci vuole. .....Sigh!
E le foto? direte voi! .... Niente. Dimenticato! Olvidado! Forgotten!
Abbiamo pensato solo a mangiarla la pastiera! .... E qui arriviamo al terzo punto del titolo .... i chili in più!!!! Ma come si fa??? Si guardano solo i piatti e .... si ingrassa?????

E poi dopo Pasqua c'è stato il compleanno. E visto che ormai gli anni incominciano ad esserci ..... Mica si può non festeggiare!!!

Avrete compreso che il prossimo step è .... DIETA!!

Però non subito. Prima voglio parlarvi della mia ultima esperienza culinaria:

Riso rosso della Camargue, con gamberi e asparagi.



Sinceramente non conoscevo questo riso (comprato nelle nostre vacanze dello scorso anno), ho girovagato un pò per il web ed ho compreso che va messo a bagno per facilitarne la cottura. Fatto ciò l'ho lessato in abbondante acqua salata. Nel frattempo ho sgusciato i gamberi e li ho tenuti da parte. Ho soffritto l'aglio in camicia in un tegame con olio evo, l'ho ovviamente rimosso ed ho saltato gli asparagi, tirando il tutto alla fine con un goccino di brandy.

Quando il riso è stato cotto o comunque quasi cotto, nel senso di: "E' fatto?"  "mmm... mmm... ancora due minuti" l'ho colato e aggiunto in padella con gli asparagi ed i gamberi.
Crudi certo, ma che si cuociono davvero in pochissimo tempo. E poi a me i gamberi piacciono quasi crudi. Penso che la troppa cottura ne alteri il sapore. Siete d'accordo?
Bè ovviamente un pò di pepe e a tavola! ... E poi alla dieta ci pensiamo!
A presto

06 ottobre 2010

Farfalle con salmone e fave

Adoro il salmone affumicato. Mi piace così senza nulla, con arancia e pepe, un pò meno col burro .... insomma mi piace! : -)

Lunedì quindi mentre tornavo a casa alll'ora di pranzo, mi sono immaginata seduta davanti ad un bel piatto col salmone affumicato qualche fettina di arancia, pepe, un pò di pane di quello delle mie origini - palatone napoletano - che fortunatamente trovo anche qui a Roma, acqua ed un bel libro da leggere. Si, quando sono sola mangio leggendo altrimenti sai che noia! :-)

Sono quindi entrata al supermercato, ho afferrato una bella confezione di salmone e me ne sono tornata a passo svelto a casa. Qui però, mentre già assaporavo il piatto ho scoperto con mia grande sorpresa che questo salmone doveva "essere consumato previa cottura". Ma come?? Il salmone affumicato?? Previa cottura??
Non ci sono più le mezze stagioni! :-0

Vabbè per non farvela lunga, mi son ricordata di aver letto girovagando per il web una ricetta con salmone affumicato, piselli e scarola.
In casa non avevo 2 ingredienti su 3, ma non mi sono scoraggiata!

Ho fatto soffriggere la cipolla tagliata sottile, ho poi aggiunto il salmone tagliato a listarelle e l'ho fatto un pò rosolare. Ho poi versato un goccio di Kranebet, che è un amaro bianco della zona dell'altopiano di Asiago, buonissimo che si serve gelato e che mio fratello mi porta :-)







Avevo in casa delle favette sott'olio del Borgo La Rocca. Ho pensato: "forse posso sostituire i pisellli con queste". Le ho quindi sgocciolate per bene, e le ho aggiunte al salmone all'ultimo momento, giusto prima di mantecare la pasta.

Una macinata di pepe ed il piatto è fatto! Buono devo dire, forse avrei solo dovuto mettere meno sale nella pasta, perchè il salmone era, da questo punto di vista, molto saporito.

Una piacevole scoperta, devo dire, un piatto veloce che sicuramente rifarò.

A presto



01 settembre 2010

Vesuvi con cozze e fiori di zucca

Avete visto come si sono abbassate le temperature? Almeno qui a Roma quelle serali e mattutine sono proprio settembrine. Durante il giorno comunque il sole riscalda, ma in ogni caso l'aria frizzantina si sente!

Forse per questo mi sono meravigliata quando ieri al mercato ho trovato i fiori si zucca. E' vero. Oggi non ci si deve meravigliare più di nulla, tra serre e importazioni tutto l'anno c'è di tutto sulle nostre tavole. Ma io non sono d'accordo sinceramente. A parte l'impatto ambientale dell'importare le pesche dall'Argentina a dicembre (è un esempio, sinceramente non so se l'importiamo :-0), trovo psicologicamente che mangiare secondo le stagioni sia più appagante. A parte che, secondo me, le pesche ad agosto hanno un sapore decisamente più buono che a dicembre! :-)

Su questo sono fortunata. Ho vicino a casa piccoli negozietti di alimentari che forniscono i prodotti secondo le stagioni e secondo la loro produzione. I piselli in primavera? Una settimana. Poi Mimmo e Donatella (si chiama così la frutteria) li finisce e se ne parla l'anno prossimo!

Comunque tornando ai fiori di zucca, il venditore mi ha assicurato che veninvano dalla Calabria ... e non sono tanto addentro ai fiori di zucca per contestare la sua affermazione. Magari è vero! Qualche calabrese di passaggio che mi erudisce? :-0

Fatto sta che quindi nel vederli mi è venuta una voglia di pasta ... però con qualcosina in più! E ... DA - DA! Le cozze!!!

Ecco qui la nostra cena di ieri: Vesuvi (ma si potrà fare il plurale? mah! Ad ogni modo è un formato di pasta della Afeltra di Gragnano) conditi con cozze e fiori di zucca.

Per prima cosa ho aperto le cozze e salvato, filtrandolo, il brodetto di cottura. Le ho interamente sgusciate per praticità, ma forse lasciarne qualcuna intera per decorazione non è male.

Ho fatto cuocere la pasta per metà, l'ho gettata in padella dove avevo fatto imbiondire un aglio in camicia, e ho continuato la cottura con il liquido delle cozze. Quasi a cottura ultimata ho aggiunto i fiori di zucca tagliati a striscioline e le cozze.

Pepe e ... a tavola!!




Eccolo qui il mio piatto! Slurp!! :-)

A presto


02 agosto 2010

Cuscus dell'ultimo momento

Non so voi, ma a me d'estate mi va di cucinare cose diverse dal solito.

Più semplici e meno elaborate sicuramente, ma non solo. Mi piace anche mangiare "diverso" da quella che è la mia quotidianità.

Ad esempio: pasta e lenticchie non è un pranzo per l'estate! Così come non lo è pasta e ceci. Mia mamma dice che sono un pò fissata. Ma che ci volete fare? Sono pranzi invernali a mio avviso, ci vuole una temperatura massima non superiore a 20/23 gradi. Il termometro sale? Niente lenticchie, ceci, bietole ... scarole. Si cambia registro: roba estiva ci vuole!

Ed allora la cena dell'altra sera era: petto di tacchino arrosto con contorno di peperoni in padella. Estivo (ovviamente secondo il mio metro), semplice ... ABBASTANZA dietetico ... :-0

Però ... sinceramente? Il tutto mi risultava un pò triste: ma come fine luglio, aria di vacanza e noi ceniamo questo? Mamma mia!

E allora? avevo una scatola di cuscus in casa, detto fatto! Il cuscus era quello precotto, l'ho preparato (ci vogliono 5 minuti più il tempo per portare ad ebollizione l'acqua), ho tagliato a striscioline il petto di tacchino e l'ho ripassato nella padella dove avevo cotto i peperoni, che avevo precedentemente rimosso. Quando il tacchino è stato cotto, ho aggiunto i peperoni, un pò di curry, basilico e solo alla fine ho aggiunto il cuscus, solo per farlo insaporire. Del resto il condimento non era nato per condire il cuscus e quindi il tutto poteva risultare un pò troppo secco. Ho infine aggiunto dei pomodorini perini crudi tagliati a piccolissimi pezzi.

Cosa dire? Il gusto ci è piaciuto molto, il tutto alla fine è risultato leggero e nello stesso tempo il piatto non mandava tutta quella "tristezza" che potenzialmente aveva! ... Direi .... SLURP! :-)

A presto

19 gennaio 2010

Casarecce con prosciutto cotto e cavoletti di Bruxelles

Mi hanno sempre incuriosito. Ogni volta che li vedevo in frutteria mi domandavo: "chissà come si puliscono e come si cucinano". Non erano nelle abitudini di casa mia, mai sentiti da piccola!

Poi lo scorso anno ho preso coraggio e li ho comprati. Su internet ho scoperto come si pulivano ed ho trovato qualche ricetta. Li ho provati con il petto di tacchino. Non ricordo assolutamente dove la trovai, chiedo scusa. Ad ogni modo, sommariamente, vi dirò che venivano lavorati col prosciutto cotto e poi questo impasto, farciva il petto di tacchino.

Una volta provati, mi sono piaciuti e però ormai la loro stagione era finita e quindi ... fuori dal menu!

L'altro giorni li ho rivisti e quindi mi son detta: "mai che me li faccio scappare!!" Ed allora eccomi qui a raccontarvi la nostra cena di ieri sera.

Premetto che la ricetta ci è piaciuta e quindi la rifarò. E' in realtà una rielaborazione di una ricetta che ho trovato qui

Alcuni ingredienti non li avevo e quindi mi sono vista costretta a modificarla (come sempre direte voi!).
Aggiungo che non sono una cuoca, ma mi diletto a volte a cucinare, quindi non sono in grado di darvi alcuna dose, perchè faccio ad occhio.



Comunque ecco il procedimento:
Ho fatto rosolare con olio EVO dei dadini di prosciutto cotto e cipolla. Ho poi aggiunto i cavoletti che avevo precedentemente sbollentato. Li ho un pò rosolati e poi ho aggiunto un pò di vino, dello zafferano di Colfiorito ed ho fatto evaporare.

Nel frattempo ho cotto le Casarecce della Garofalo, ho aggiunto al tegame con i cavoletti un mestolo di acqua di cottura della pasta e quando questa è stata cotta, l'ho mantecata in padella.

Una spolverata di parmigiano grattuggiato e un pò di pepe bianco hanno completato il piatto.

Contenta e soddisfatta!!

A presto

22 agosto 2009

Timpano di Melanzane

Le vacanze sono anche questo: provare ricette nuove, magari un pò complicate che in altri momenti dell'anno non si realizzerebbero.

Questa è una ricetta napoletana, tratta dal libro "La cucina Napoletana" di Jeanne Carola Francesconi, forse non è propriamente una ricetta estiva, perchè di certo ben condita, ma le melanzane si trovano in questo periodo ...

Nel leggere la ricetta avevamo dato una interpretazione alla differenza tra "Timpano" e "Timballo": il primo quando l'involucro è costituito da verdura, il secondo quando invece si parla di pasta frolla o altro. Ma girovagando per il web, pare non sia così. La parola verrebbe da Timpàl: Timballo.
Peccato l'interpretazione che avevamo dato mi piaceva di più! :-)

La realizzazione è elaborata e alcune cose conviene anticiparle al giorno prima, come le polpettine fritte. Rispetto alla ricetta originale mancano i fegatini di pollo. Non mi piacciono.


Le melanzane sarebbero dovute essere fritte, ma a me non piacciono, mi risultano troppo oleose e pesanti per cui ho adottato questo sistema: ho tagliato e messo sotto sale con un peso le melanzane, le ho strizzate e dopo le ho passate sotto al grill del forno con un filo d'olio. Più leggere, ma con sapore comunque!




Il procedimento è questo:
  • si preparano delle piccole polpettine e si friggono
  • nel frattempo si rosolano in una casseruola i piselli con la pancetta, la cipolla, un pò di vino bianco e un pò di burro
  • si prepara della salsa di pomodoro fresco con basilico, molto leggera
  • si preparano le melanzane come ho sopra descritto
E tutto questo può essere preparato il giorno prima.
La pasta ideale per fare il Timpano sono i bucatini o perciatelli: un pò grossi rispetto agli spaghetti o vermicelli per cui non risulta alla fine un ammasso di pasta; migliore della pasta corta tipo penne che risulterebbero slegate.
Dunque, tornando al procedimento
  • si uniscono le polpettine e i piselli con qualche cucchiaio di salsa di pomodoro e si fa insaporire
  • si lessa la pasta e si condisce con la salsa di pomodoro ed il parmigiano

Lo stampo per il Timpano deve essere un pò alto: si unge e si fodera con la carta forno anch'essa unta e cosparsa di pan grattato.
Si fodera poi con le melanzane, sia il fondo che la parete, sovrapponendole tra di loro

  • si dispone uno strato di pasta nella stampo così foderato.
  • Si aggiungono poi le polpettine con i piselli e del fiordilatte (in mancanza far sgiocciolare bene la mozzarella) tagliata a fettine. Ancora un pò di parmigiano e della salsa di pomodoro.
  • Si dispone un altro strato di pasta
Si chiude poi il timpano con le fette di melanzane, si cosparge con pangrattato, si copre con un altro disco di carta da forno ben unto.
Si cuoce in forno caldo per circa tre quarti d'ora. Prima di sfornarlo è necessario aspettare una quindicina di minuti: si toglie il disco di carta forno e delicatamente si sforma su un piatto. Dopo di ciò si rimuove l'altra carta da forno.
E' un piatto molto di effetto, anche se la foto a dir la verità non rende bene l'idea. Ma quello è un limite della fotografa!
A presto e buon appetito!

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