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27 luglio 2017

A volte ritorno ....

... E si. Eccomi di nuovo qui. Avevo scritto nel post precedente che il tempo aveva guarito tutto, ma non è così. Non ho molto da raccontare, da scrivere e quindi niente post.
Però questa mattina, scambiando due chiacchiere con la mia dottoressa, parlando di scrapbooking, e di come ho in mente di riprendere in mano le mie adorate cose, ho capito che avrei avuto qualcosa da dire 😄

Chi mi segue e conosce sa che in passato ho avuto un sito, Scrapbook.it, prima insieme ad altra scrapper, poi da sola, dove parlavamo di scrap e tecniche quando in Italia ci potevamo contare per quanto eravamo in poche! Devo dire che prima del 2000 non ne sapevo proprio l'esistenza. Quell'anno ci siamo trasferiti ad Austin, Texas, e grazie ad una amica di origine danese, una sera fui invitata ad un crop-party.
Mie, la mia mica danese, mi disse di portare qualche foto, dieci dollari e ... that's it ...

Fui catapultata in una realtà totalmente sconosciuta, ma decisamente intrigante.
Il party era di "Creative Memories", e funzionava più o meno come i party Tupperware o Stanhome. Per 10 dollari (mi pare), ti veniva data una base bianca di Creative Memories, cartoncini, adesivi e forse qualcos'altro. Parlo di basi bianche perché gli album Creative Memories sono componibili; il numero dei fogli non è fisso. Ovviamente l'album ha un numero massimo di basi che può contenere, ma uno può metterne anche di meno. Spero che le foto rendano bene il sistema di cui sto parlando.

Album CM

Sistema aggancio pagine album CM


Mi divertii tantissimo! Ma non immaginavo!
Fino ad allora il massimo dell'attività era riporre foto in album autoadesivi (non sono sicura si chiamassero così, ma erano davvero letali per le foto) scrivendo dietro la data e il luogo. Oddio! Ora a rileggere queste parole ... dovrei essere messa al bando dalla comunità scrapper di tutto il mondo! Non lo dite in giro! .... 😂 ...... Ma fortunatamente quella sera vidi la luce!

Ovviamente alla fine della serata se volevi potevi acquistare la qualunque; chi aveva ospitato il party aveva un regalo: non ricordo se materiale o sconti sugli acquisti.
Beh! Fu amore a prima vista! Quella sera mi divertii tantissimo e ovviamente tornai a casa eccitatissima con la mia borsa contenente il kit base: tutto per un album, penne, adesivi decorativi, sagome pre-tagliate. Creative Memories aveva un suo stile a quel tempo molto essenziale, utilizzava per "incorniciare" le pagine dei bordi, e per le foto usava mattarle. Tra i suoi prodotti c'erano bordi e mat pre-tagliati, stickers, penne. Non aveva a quel tempo forbici decorative, punches e via dicendo - questi ovviamente erano invece in vendita da Hobby Lobby, Michael's e negozi di Scrap. 

Creative Memories, ma notai che anche i corsi in negozi specializzati, ribadivano sempre le origini dello scrap, che risalgono addirittura al diciassettesimo - diciottesimo secolo, almeno lo scrap inteso come Album dei ricordi. Ricordo ancora oggi che mi fu detto che gli "Scrapbook" si diffusero negli USA con l'arrivo dei padri pellegrini. In pratica i primi coloni americani, consapevoli di non far più ritorno al paese di origine, dettero vita a questi album per tramandare le proprie radici, che diversamente sarebbero andate perse. Quindi più che foto, queste verranno dopo e sempre poche, si puntava molto sul journaling, sui "memorabilia". Le domande: "chi, come, dove, quando perché" erano basilari per ovvi motivi. 

Quando avevo il sito, nel 2004, ho realizzato tre articoli su "L'arte dello scrap" dove ho affrontato un po' questo tema.
Ora non voglio dilungarmi oltre, non amo i post troppo lunghi con migliaia di parole. Ma ci tornerò su quest'argomento perché, e qui forse potrei sembrarvi polemica, si è perso un po' il senso dello "Scrapbook" nel significato proprio del termine.

Ne riparleremo quindi. Nel frattempo se volete farvi una idea date uno sguardo al link dell'articolo in evidenza.
E ovviamente al mio primo LO in assoluto! 😱😀

A Presto!



16 febbraio 2016

Spose di guerra


Eccomi qui, ogni tanto passo per il blog. Anno nuovo, propositi vecchi, ma tempo pochissimo. 
La dolce mamma è sempre con noi, con tutti i suoi problemi. E' stanca lei e siamo stanchi noi ....
Lo scrap è relegato in un angolo che solo raramente e per necessità visito. 
L'uncinetto è più facile da portar dietro e quindi lavoricchio cose piccole, come porta cellulari, sciarpe. 
Sto provando a fare delle scarpette per neonato. Così tanto per curiosità per come si fanno non perchè ci sia un reale bisogno. 
Quello che faccio di più è ovviamente leggere, anche perchè col Kindle nemmeno più il peso dei libri ho con me!
Mi ha sempre incuriosito la storia della seconda guerra mondiale, sarà perchè sin da piccola ne ho sentito parlare nei racconti dei miei genitori che l'hanno vissuta in prima persona.
Racconti di molta paura, solidarietà si, ma non tantissima, la gente comune in particolari occasioni ha paura. E tanta, tanta fame.
Quando ho visto in offerta questo libro non ho esitato a prenderlo e ha risposto appieno alle mie aspettative. E' ambientato in Gran Bretagna, isola martoriata dai bombardamenti e dalla fame degli abitanti. 
La storia si snoda attraverso cinque donne molto diverse tra loro che la guerra, la paura e le privazioni uniscono in una solida amicizia. Dopo anni si riuniscono per una commemorazione e .. insomma un finale non scontato.
Bello, da consigliare se vi piacciono i romanzi su uno sfondo storico più o meno romanzato. E' anche una storia di solidarietà femminile, quindi immagino appassionante solo per noi donne. Ma ne vale la pena. Romanzo non banale.

Ora spero non passino altri due mesi per un nuovo post. A dire la verità se ne ho la possibilità, devo fare un regalo ad una carissima amica e se non voglio usare l'uncinetto sarà lo scrap il mio prossimo lavoro!

A presto

09 agosto 2015

E delle multinazionali ce ne freghiamo ....

Ha poco a che fare questo post con lo scrap, gli "smanettamenti" in generale, chiacchiere di cucina e letterarie.
Voglio anche qui postare una cosa affinchè abbia la massima diffusione. Un post analogo l'ho fatto sul mio profilo FB.

Dunque da qualche mese c'è la mia bellissima mamma che non sta bene e siamo costretti a farle bere l'acqua gelificata.
Inizialmente, non sapendone prima di qualche mese fa l'esistenza, l'abbiamo comprata in farmacia, della Nestlè al "modico" prezzo di € 17 a litro.

Da un pò di tempo la facciamo noi e della Nestlè ce ne freghiamo. Ora, magari, non avrò scoperto l'acqua calda, qualcuno nelle stesse condizioni già sapeva della possibilità di farla in casa, ma forse c'è pure qualcuno che non sa che pesci prendere e si sobbarca questa spesa che è odiosa perchè colpisce persone già provate dalla sofferenza e per le quali non c'è alternativa. 
Questo post è per lui

Si usa la gelatina per dolci, semplice. 
Le dosi per mezzo litro di acqua gelificata:


  • 5 fogli di gelatina di circa 22,5 cm l'uno. Non so il peso mi spiace, ma sono dei fogli di gelatina lunghi, non quelli nella bustina singola nel reparto dolci dei supermercati. La confezione è quella grande.
  • 500 ml di liquido


Ora di per se da sola l'acqua così realizzata non ha alcun sapore è imbevibile.
Quindi finchè non è venuto questo insopportabile caldo abbiamo usato 200 ml di succo di frutta con 300 ml di acqua. Con questo caldo il succo di frutta non regge, si inacidisce. E quindi le ultime volte l'ho aromatizzata con 4 cucchiaini di zucchero, oppure uno di miele, ed una bustina di vanillina. 

La prossima volta voglio provare con un infuso di basilico e zucchero. 

Insomma: sperimentiamo e mamma fa da cavia! :-)

Condividete se vi va così da poter raggiungere chi è alla ricerca di queste informazioni.

Vi saluto come sempre nella speranza di riuscire a mostrarvi prima o poi qualcosa dei miei lavoretti. Vorrebbe dire che siamo tornati alla normalità. Nel frattempo vi auguro serene vacanze estive. Riposanti, senza troppe aspettative.

A presto


12 aprile 2015

Prove tecniche di partecipazioni: final part

Ebbene si! Abbiamo il prototipo delle partecipazioni. Non ve lo farò vedere adesso perchè in realtà è stato "smontato" in corso di valutazione. Nel senso che alcune cose che erano state fatte in un modo sono state smontate e ridistribuite diversamente. 


Ma abbiamo finalmente l'idea! 


Pensavo di procedere in questo modo: preparazione dei materiali e assemblaggio in catena di montaggio. Penso di fare più in fretta così.

Quindi ho cominciato con i girasoli; niente da fare non ho ri-trovato dei girasoli in legno che tanto mi piacevano, in giro nulla che ci piaceva e mi sono dovuta arrangiare così.

Ho comprato dei mazzolini di girasoli in stoffa, li potete intravedere sul lato destro della foto. E ora li sto smontando e tamponando col colore rosso, così da dar loro più spessore e vivacità. 

Ne devo fare un pò .... quindi all'opera!

A presto

28 febbraio 2015

Prove tecniche di partecipazioni: part three



Bene forse ci avviciniamo a quella che sarà la definitiva!

Abbiamo definito il colore: verde. 

Ho pensato quindi che forse si poteva giocare un pò per articolare questo biglietto/busta.

Anche in questa realizzazione ho utilizzato cose che già avevo, giusto per vedere l'effetto nell'insieme e rinviando alla realizzazione del prototipo zero l'utilizzo dei materiali definitivi.


Non sono ancora proprio sicura della tag per il messaggio del rinfresco. Più probabilmente utilizzerò una sorta di tasca decorata per inserire il bigliettino del messaggio.

La box centrale è colore avorio ed ha l'angolo decorato con la tecnica dell'embossing a secco. La stessa tecnica è usata per l'ala sinistra dove ho realizzato due linee ondulate. Per dare un pò di movimento visivo quando il biglietto è chiuso.

Alla prossima puntata!

A presto

23 febbraio 2015

Prove tecniche di partecipazioni: part two

Continua il brain storming su come realizzare alcune partecipazioni di matrimonio. Il tempo stringe e quindi bisogna prendere una decisione.

Matrimonio in campagna, quindi l'idea di usare della carta "povera" e del bianco mi piaceva molto. Piaceva molto anche alla sposa a dir la verità. Allo sposo un pò meno, ma si sa come sono i maschi! :-)

Quindi ci eravamo concentrati su quella col fiore in carta, bottone e sotto dolce in carta a rifinire. Bellino vero?
Il messaggio di invito è nel cartoncino racchiuso dal sotto dolce.
Però ci siamo resi conto di un problema: come spedirle?
Il fiore in carta realizzato col flower punch board, nonostante sia nelle dimensioni minori in realtà è grande e tridimensionale. Ci sono difficoltà nella spedizione quindi.
Ho realizzato pertanto altri modelli anche in tinte diverse: rosso come l'amore :-), verde come il colore dei prati in giugno, insomma qualcosa che non fosse il solito bianco, avorio, champagne; qualcosa che fosse rappresentativo di una coppia giocane e briosa con un matrimonio campagnolo.

Alla fine di queste prove ci siamo concentrati - spero perchè il tempo stringe - sul colore verde ed una partecipazione un pò articolata, che fosse già una sorta di busta, quindi facile e comoda per il  recapito postale.

Mi sono quindi rimessa all'opera. Ovviamente utilizzo, nella realizzazione di queste partecipazioni, materiali più o meno simili a quelli che vorrei utilizzare nella versione finale. Così do l'idea che poi verrà migliorata una volta scelta la forma e il colore. 
Penso sia un giusto modo di procedere.

Vi do appuntamento alla parte terza e spero definitiva; nel frattempo se mi dite anche il vostro parere ne sarei proprio contenta! 

A presto 


13 febbraio 2015

M'Illumino di meno 2015

Anche quest'anno arriva la giornata del risparmio energetico. Non sarò qui a ripetervi quello che ogni anno scrivo: il nostro pianeta ha bisogno delle nostre coccole e soprattutto del nostro RISPETTO

Quindi come ogni anno spegniamo le nostre luci oggi pomeriggio, ma cerchiamo - ogni giorno - di pensare che le risorse naturali del nostro paese non sono infinite. E le conseguenze del nostro - come umani - comportamento scellerato, sono sotto i nostri occhi quotidianamente.

Oggi ... "Illuminiamoci di meno!" 

A presto

10 febbraio 2015

Le sorelle ci capitano!

E menomale aggiungo io! Però ... 
Forse vi ho già parlato di una delle mie sorelle: Patrizia. 

Si è proprio lei quella che mi prende in giro perchè cucino senza grassi, perchè "arronzo" spesso e volentieri; è lei che sento tutti i giorni e parliamo un'ora e più di qualsiasi cosa:

- "Patrì (spero di comunicarvi l'accento napoletano delle conversazioni) che dici metto il purè di patate vicino al tacchino?"
- "Noo! che devi fare? Falle al forno"
Esempio delle nostre chiacchierate. 

Menomale che ci sono tutte queste tariffe flat! "La vita in diretta" dice il maritozzo, quando ci sentiamo più volte al giorno. E capita.

Ma io sono contenta così. Con l'altra sorella ci sentiamo meno, è più grande ancora, ma insomma io sono ben contenta di avere questa famiglia numerosa e ringrazio Skype e WhatsApp per farci essere in contatto senza svenarci.

Ora vi domanderete il perchè di questo titolo. E ve lo spiego subito. 

Finalmente siamo riusciti a convincerla a farsi uno smartphone: 
- "Patrì, prenditi uno smart e fatti WhatsApp così anche tu partecipi alle conversazioni (abbiamo un gruppo di famiglia) e vedi le foto"
- "Ma che ci devo fare?, Non lo so usare!" 

... Si è così sempre, disfattista di natura. Mò però lo smart lo ha comprato e si trova pure bene! :-)

Mi ha chiesto quindi di farle una custodia.
Però:
- "Mi raccomando non fare colori assurdi (?); non metterci disegnini, perline, fiorellini come fai tu; fallo sobrio il più possibile..." 
- " sigh! ....."

E .... vabbè .... Non ho messo perline, fiorellini, bottoncini .... 

- "Pat, ci posso mettere un bottone gioiello? Così è più glam ..." 
- "No! quello in borsa impiccia!"

- "Patrì, posso metterci qualche applicazione in stoffa ... che so? Magari la scritta Pat?
- "Noo!, non mettere niente! Semplice, semplice" 

E quindi il colore, visto che non doveva essere "assurdo", ho usato il solito verde che ho a quintali (ma finirà mai?); il bottone gioiello, l'ho sostituito con un semplice bottone vintage (nel senso che ho attinto da quelli di mia suocera) ;-).

Mi sono "sbizzarrita" sul punto: invece della solita maglia alta o bassa, ho fatto una mezza maglia alta in costa. Almeno spero si dica così. L'ho visto girovagando e mi è piaciuto.

Però ... mi sembrava di una tristezza ...
-" Pat, ma tu sei sicura che non ci vuoi proprio niente su?"
- "Si" ....

E allora mi sono inventata questa specie di pon-pon/fiore all'uncinetto.

Devo essere sincera: un pon-pon così piccolo proprio mi scocciavo di farlo.

Ho cominciato quindi ad arrotolare la lana su due dita; ho girato il senso in modo da fare un blocco centrale e poi l'ho cucito.
Ho quindi tagliuzzato la lana ed eccolo qui: il massimo dell'abbellimento! Una "botta" di vita! :-)

E mica lo so però se andrà bene! Magari mi dice pure che non è sobrio! Ah! Queste sorelle! Menomale che ci sono! :-)

A presto

15 gennaio 2015

Prove tecniche di partecipazioni

L'avevo detto qui, quest'anno sarà un anno scrapposo! Lo sento!:-)


Ed infatti è cominciato con delle partecipazioni  ed un tableau da realizzare.


E quindi il tavolo da lavoro si è riaffollato di colla, forbici, carte ... e qualche idea! 
Qualche prova si intravede ... ;-)

Vorrei realizzare qualcosa che sia un pò rustico, un pò elegante, un pò colorato ... insomma uno stile che racchiuda lo spirito degli sposi, ma anche la location, con qualcosa di "matrimonio" in senso stretto.

Bella, bella, sfida! Era proprio quello che mi ci voleva per tornare in pista con lo scrap!

Ma non abbandono anche il mio ritorno di fiamma! L'uncinetto amore di quando ero giovane. Sto realizzando infatti, quando sono via dal tavolo di lavoro, uno scaldacollo con punto tunisi. Ma che bello 'sto punto! Lo userò pure per farmi un bel porta-carte!

A presto.


05 gennaio 2015

Alleria ....

E' una delle canzoni più belle che siano mai state scritte. Ma a dire la verità AMO tutte le tue canzoni. Mi hanno accompagnato dalla mia adolescenza ad oggi.

Io sono convinta che oggi ci sia "alleria" in te perchè rivedi un caro amico. Mi raccomando non fate uscire pazzo a San Pietro! :-)
Nun facite troppa ammuina! :-)

Mi mancherai. Ciao Pino.


22 settembre 2014

Un ragazzo d'oro

Mi piace molto il cinema: in TV vedo solo film e ho un fornitissimo videonoleggio vicino casa dove vado almeno una volta a settimana: quando stiro :-). 
A cinema però ci vado poco: costo del biglietto, eventuali file (già se ne fanno tante che sinceramente...) difficoltà a conciliare i gusti di tutti, cosa da non sottovalutare

Poi però ti chiama un amico e ti chiede se vuoi andare a vedere l'ultimo film di Pupi Avati ....
Avati l'ho conosciuto fine anni settanta in una fiction (allora si chiamavano sceneggiati) intitolata: "Jazz Band", con Gavina, Delle Piane e altri che non ricordo. Storia gradevolissima, in una Bologna degli anni cinquanta e come dice il titolo, con qualche "punta di jazz" :-). 
Se non ricordo male (ero adolescente allora e la domenica sera non si usciva ...) leggermente autobiografico.

Poi l'ho visto in altri progetti nel corso degli anni, ma dal mio punto di vista, negli ultimi tempi aveva perso un pò di verve. Gli anni passano, ci accadono cose e queste ci segnano. Se poi fai un lavoro come quello di Pupi Avati, questo tuo disincantarsi per la vita si trasmette agli altri attraverso ciò che produci.

Ecco secondo me è proprio questo che accade qui. Il film è un pò lento, la storia dal mio punto di vista, è imperniata nel rapporto tra un padre (defunto) ed un figlio, rapporto molto ingombrante che segnerà decisamente il ragazzo e lo porterà ad un punto che non vi svelo nel caso lo andiate a vedere. Un pò pesante. Sharon Stone: inutile; Giovanna Ralli: bravissima ma con una frattura tra età anagrafica e età narrativa; Scamarcio ... mmm ... non saprei, forse sempre un pò inespressivo ma nel complesso forse migliorato rispetto a qualche anno fa.
Questa è la mia interpretazione. In alcuni momenti mi ha dato una sensazione quasi di fastidio, per questa incapacità di reazione  nel protagonista e in chi gli gira accanto. 

Nel commentare con gli amici mi è stato obiettato che in realtà il padre aveva amore per il figlio e questi invece ha male interpretato questo amore. Lo immagino quanto sia difficile il rapporto genitori/figli, quanto questo segni la vita dei ragazzi, ma - come rovescio della medaglia - anche dei genitori. Però secondo me il ragazzo, già fragile, è stato investito da questo padre troppo ingombrante, aiutato in questo pesare, da una madre in adorazione di quest'uomo.

Insomma questa è stata la mia chiave di lettura del film, e sono consapevole che un film, un libro, uno spettacolo, sia interpretato da ognuno di noi in base allo stato d'animo di quel momento; probabilmente il mio sabato sera era ... leggermente calante, non so. Ma in conclusione avrei preferito vedere un altro film.

Ed ora al lavoro! Devo completare una card da consegnare e metterne in cantiere un'altra. Poi voglio finire di riciclare le tende per farne un tappetino per il bagno e finire la sciarpa che ho cominciato e ...
Come sempre troppe idee e poca voglia! :- )

A presto



09 settembre 2014

Siamo pronti per Natale?

E si! Non scherzo! L'estate è finita, anche se ho i miei dubbi sul fatto che sia mai arrivata! Vuoi vedere che a novembre ce ne andremo in cerca di posti dove trovare refrigerio? Hai visto mai! :-)

Comunque diceva mia mamma "Agusto cape e vierno!" (spero di averlo scritto bene). Che tradotto in italiano vuol significare: "Ad agosto inizia l'inverno". E riflettendoci con la ripresa di attività e scuole in un baleno ci si ritrova in quel tristissimo mese di novembre (giornate corte e tempo generalmente uggioso) e in un attimo siamo a Natale! Con il solito affanno di regali, decorazioni e feste.

Quest'anno colpa la crisi economica e una conseguente presa di coscienza su come le nostre case, e noi in generale, siamo pieni di cose che non ci servono e che anzi quando ci regalano pensiamo siano altre cose destinate a prendere solo polvere, in famiglia abbiamo deciso che non si faranno regali se non ai bambini, e i soldi che avremmo destinato a comprare sciocchezze, li destiniamo a fare la spesa e preparare un bel pranzo di natale. 

Però i miei nipoti, quelli grandi non i loro figli, sono sempre piccolini per me! E quindi per loro ho incominciato a preparare qualcosina "mangereccia" fatta in casa, da mettere sotto l'albero. Marmellate, liquori, non tanto eh! un pensierino. E li confezionerò con un cestino fatto con la fettuccia. Come ho già scritto qualche post fa sono comodi in bagno, in cucina, in camera da letto .... sul tavolo degli hobbies ;-) 
E poi questa estate al mercato ho trovato una bancarella con prezzi stracciati sulla fettuccia che non ho potuto fare a meno di comprarla! :-)

Vabbè per questo primo post di "benRitrovati dopo l'estate" vi lascio con l'unica cosa che ho realizzato in questo periodo, complice anche il mio pollice sinistro bloccato e ingabbiato in un tutore (grazie cortisone che me lo hai sbloccato!) :-)


Le avevo viste in giro per internet e mi erano piaciute subito. Tra l'altro sono sicura che almeno queste sopravviverebbero al mio pollice nero! :-)

Avevo questo vasetto, bomboniera della comunione della bimba di un'amica, che dopo la morte della piantina grassa (parte integrante della bomboniera) vagava per casa solo e malinconico.

Cimentarmi nella creazione di un cactus all'uncinetto era il minimo. Le spiegazioni le ho trovate su tantissimi siti on line.

Per la realizzazione solo avanzi di lana e cotone già in casa. Infatti la terra e i fiori sono in cotone, la piantina in lana. Ma non me ne frega niente! Ho fatto ancora un pò di spazio nel baule! yeah!!

Tanto poi l'ho già occupato da cotone riciclato da una maglietta sfilata. 
Non si butta nulla qui! ;-)

E adesso sono pronta per ripartire. Ho in mente tante di quelle cose da realizzare all'uncinetto, scrappose, cucitose .... Ma ... riuscirò a non essere la solita pigrona? :-)

A presto


05 giugno 2014

L'incostanza è donna o crafter?

Ho visto che è da un pò che non condivido con voi i miei pensieri. Si ogni tanto penso effettivamente, ma non sempre condivido! :-)

Scherzi a parte stavo riponendo la biancheria nell'armadio e mi sono guardata in giro. Bè premetto che il mio armadio è nella camera ... "delle pazzielle", che tradotto vorrebbe dire: nella camera dove c'è il computer, il mobiletto e il tavolo per i mie esperimenti di crafting e dove si gonfia il materasso gonfiabile per gli ospiti. Una camera tutto fare insomma!

Dunque mi guardavo in giro ed ho visto nell'ordine:

1) sul tavolo da lavoro una card di compleanno commissionata e finita, alcune decorazioni messe da parte per essere utilizzate in un album per un maschietto, riviste scrap, due contenitori riciclati dalla frutta che vorrei ricoprire e farne ... non so cosa!, cartoncini e carte colorate e disegnate che voglio riciclare punchandole, degli schizzi che ho fatto per realizzare altre due cards di compleanno;

2) su un ripiano della libreria un contenitore con lana nera e inizio di sciarpa da realizzare per me, poi è venuta l'estate e ho interrotto; contenitore con uncinetto e gomitoli di cotone pronti per realizzare degli orecchini, perchè secondo me la stagione migliore per gli orecchini all'uncinetto è l'estate... non so perchè però! E vabbè ... i soliti libri - questi ... intrusi! :-);

3) poggiata su una sedia la mia borsa realizzata da un jeans vecchio, mostratavi parecchi posts fa e ripresa perchè la voglio foderare e realizzare una chiusura applicando una zip. Quest'ultima cosa per me particolarmente ostica perchè non ho proprio idea di come si faccia. Nel frattempo però ho impunturato (bella parola vero?) cioè ho fatto delle cuciture a macchina sulle tracolle che mi sembravano andare a vento. Credo che impunturare sia la parola sia adatta. Ah! ovviamente in un angolo a terra, sempre della stessa stanza,  c'è la macchina da cucire perchè: "chelaposoafaresedevocompletarelaborsa?"  scritto volutamente così tutto di un fiato :-)

4) su un lato della stanza al tavolo col computer ci sono io che scrivo questo post :-)

Ora io potrei anche mostrarvi 'sto casino che c'è nella stanza con delle foto, ma mi vergogno. Credetemi sulla parola! E' davvero un bel disordine :-)

E quindi guardandomi in giro mi sono chiesta: "ma sono solo io ad essere così incostante nelle mie cose oppure è generale dell'universo femminile questa condizione?"

La mia amica Roberta - che fa dei lavori all'uncinetto bellissimi e realizza borse, sempre all'uncinetto, bellissime - dice che siamo tutte così noi crafter: mille cose iniziate e portate a termine prima o poi: "perchè a noi ci piace sperimentare!" ... Vabbè ... Ma sarà così? No perchè io invece penso che sia io la "sbagliata" e troppa carne a cuocere metto contemporaneamente! 

E quindi torno alla mia domanda: siamo noi donne in generale ad essere incostanti o solo noi crafter? 
Che poi bisognerebbe specificare se l'incostanza delle donne sia proprio mutevolezza o sia invece necessità e capacità di impegnarsi su più fronti contemporaneamente. E anche per le crafter questo impegnarsi su più fronti è incostanza o creatività?
Mah! Ai nostri congiunti l'ardua sentenza! :-)

Vi lascio con questa domanda senza risposta: io non ne ho! :-)

A presto


08 maggio 2014

L'inverno del mondo

Non spaventatevi! Non voglio parlarvi della triste situazione mondiale, dove ogni angolo di mondo soffre economicamente, socialmente, lamentando violazione di diritti fondamentali etc. etc.

Voglio solo parlarvi del libro di Ken Follet. Il secondo della sua trilogia "Century". Non ricordo se vi ho parlato del primo: "La caduta dei giganti". Lo aveva comprato mio padre e io l'ho trovato ancora incellofanato alla sua morte. Ad entrambi Ken Follet piace molto, abbiamo letto tutti i suoi libri.
Se ve ne ho già parlato mi scuso se mi ripeto, in caso contrario queste cinque righe introducono bene il secondo libro della trilogia.

Nel "La caduta dei giganti" la storia ruota intorno a 5 famiglie: aristocratici e non, interessati alla politica e non, ambiziosi e non, le cui storie si intrecciano su due continenti e all'alba della prima guerra mondiale. E' un romanzo, un romanzo ambientato in momenti e luoghi ben identificati. Immagino che forse qualche notizia di tipo storico sia un pò "adattata" alla trama, ma sono sicura, da quello che ricordo di storia, che fondamentalmente l'impostazione del libro sia giusta. 

"L'inverno del mondo" inizia dove il primo finisce o giù di li: 1933 ascesa del nazismo in Germania. Le famiglie coinvolte sono le stesse. Le ritroviamo più o meno dove le abbiamo lasciate. Tutte.
Il romanzo ben trasmette l'angoscia di quegli anni. La violenza e i diritti umani cancellati dalla follia nazi-fascista, ma nello stesso tempo nella rappresentazione dei personaggi ci sono aspetti positivi di alcuni di loro che portano un minimo di speranza nel riscatto delle persone per bene, che in un modo o nell'altro riusciranno a sopravvivere a quella follia. 
E poi le paure, le pene e le atrocità della guerra, e ancora le violenze del dopo guerra con la liberazione delle popolazioni assoggettate al nazismo, da parte degli alleati e dei sovietici. I vincitori molto spesso non si distinguono dai vinti nella violenza purtroppo. 

Non vi racconterò di più sul romanzo perchè la trama è accattivante, non dimenticate che fondamentalmente è un romanzo, e come sempre cattura l'attenzione del lettore. Ken Follet è un mago in questo; quando inizi un suo libro non c'è nulla da fare: lo devi finire! 
A parte un rinfrescare la memoria su un capitolo di storia importantissimo dello scorso secolo, devo confessare che la parte iniziale ambientata a Berlino sull'ascesa del nazismo, sulle violenze di quei tempi, mi ha portato a volte ad accostare queste sensazioni a quelle che a volte mi sorgono ascoltando il telegiornale o leggendo i commenti ad alcuni post sui social media. Ma non è questo un blog dove affrontare certi argomenti. Qui si fanno chiacchiere da salotto :-)

I personaggi sono ben narrati, insomma Ken Follet li fa vivere nella tua mente, come sempre. Il libro termina con l'inizio della guerra fredda.
Ora a settembre dovrebbe uscire il terzo capitolo della trilogia, che immagino inizi dove il secondo finisce. Insomma ... Non vedo l'ora!

A presto








28 aprile 2014

Il piccolo Nicolas e i suoi genitori

Ieri sera ho visto un film in televisione. Stranamente c'era qualcosa di decente e ve ne voglio parlare subito perchè il film in questione è davvero una "chicca".

E' un film francese, e qui vi confesso che il mio giudizio sui film al di là delle Alpi sta decisamente mutando. L'ho detto già altre volte: il cinema francese lo trovavo veramente noioso, lento. Oggi riconosco che alcune produzioni sono davvero particolari, fresche, intelligenti e delicate.
Il titolo originale è "Le petit Nicolas", nella traduzione ci ha guadagnato "e i suoi genitori", è una storia tutta raccontata dal punto di vista infantile, un pò "fumettata" come lo era Ameliè per esempio, in una Francia non ben identificata nei luoghi e nei tempi. Si comprende solo che è un'infazia priva di televisione e pertanto dove i bambini lasciano ampio respiro alla propria fantasia. 


Dunque Nicolas è un bambino sereno in una famiglia che gli vuole bene. Ha molti amici di scuola, nel film ben rappresentati, i quali ovviamente condividono con lui tutti i loro pensieri. Sono amici e si raccontano tutto. Un giorno Nicolas ascolta il racconto di un amico al quale è nato un fratellino e a casa ritrova alcuni indizi nei comportamenti dei suoi genitori. Pensando quindi che la famiglia si ampli e non amando particolarmente questa idea, con i suoi amici cerca una soluzione all'arrivo del nuovo nato: questi deve essere "rimosso" affinchè per Nicolas nulla cambi.
Da qui i bambini elaborano vari piani per trovare i soldi al fine di assoldare un gangster che si occupi di questo, in realtà parlando sempre con un'autofficina che per rimozione intende quella dell'auto.
Insomma vari goffi ed esilaranti tentativi per arrivare a rimanere il re di casa.
Però poi rivendendo il compagno di scuola col fratellino cambia idea e pensa a come potrebbe insegnare al fratellino a giocare a pallone, ai soldatini etc. Quindi l'idea di farlo rapire per crescerlo lontano da casa viene meno.

Ma tutto crolla quando in realtà a casa arriva una bella bambina, tutti i suoi sogni svaniscono: la sorellina non è interessata ai soldatini e alla palla. Questa delusione però gli farà capire una cosa: cosa vuole fare da grande. 
Il film finisce come inizia con il tema commissionato dalla maestra e scritto alla lavagna: "cosa farò da grande".
Non vi dirò qui cosa vorrà fare perchè almeno una piccola sorpresa ve la devo lasciare!

Vi dico solo che se volete meno di due ore leggere, fresche ed esilaranti questo è il film per voi. 

A presto



18 marzo 2014

Il lato positivo

Bel titolo vero? Ricco di energia positiva, solare ... 
Non sto elogiando il titolo del post, ma il titolo di un film che ho visto ieri sera. :-)

Poichè la mia mano ha ancora i punti, lavori da mostrare non ne ho, meno che mai ricette perchè ci stiamo preparando a prendere i chili di Pasqua, libri finiti non ne ho ... vi parlo di questo film.

Ovviamente la mia dolce metà accanto a me mi ha chiesto: "ma cosa è che ti piace in questo film?" ... Si, ...  era troppo parlato per lui. Mi domando se è un problema solo del mio maritozzo o di gran parte del genere maschile, quello di evitare film dove il coinvolgimento emotivo è forte e dove i personaggi si confrontano con un dialogo serrato. Mah! Hanno paura che questi coinvolgimenti possano poi diventare reali in una reale coppia? ... non so ... ;-)

E' un film romantico, in questo periodo scene cruente e ansie da film proprio non mi servono. :-) E' una storia d'amore, non proprio banale, perchè nasce tra due persone molto provate psichicamente, sempre sull'orlo di un baratro.

E' la storia di Pat, affetto da bipolarismo, che in tutti i modi cerca di riconquistare la moglie, la quale a causa della malattia ha chiesto ed ottenuto un'ordinanza di restrizione. Pat la ama molto, ma il motivo che lo ha portato a scontare questa pena in ospedale è stata l'aggressione all'amante della moglie che ha  scoperto in flagrante proprio nella loro casa. Pat, che non ha più casa e lavoro, ritorna quindi dai genitori, una famiglia anch'essa un pò particolare, e qui nel quartiere incontra una giovane donna, vedova, sull'orlo di un baratro per dipendenza da sesso. Tra i due si instaura uno strano rapporto di mutuo reciproco aiuto che li porterà ad una gara di ballo e a scoprire che tra loro è sbocciato un amore.
In modo molto stringato questa è la trama. 

Mi ha colpito molto il modo in cui il regista ha affrontato la problematica della malattia all'interno della famiglia. Sono sempre situazioni pesanti, molto difficili da affrontare. Genitori provati, diffidenza dei vicini, commiserazione ... insomma emozioni forti. 

Ho inoltre trovato molto positiva l'energia che il protagonista ha nel volere di nuovo una vita "normale", ma non fattibile, perchè certo non accanto alla moglie che lo ha prima tradito e poi lasciato, in una famiglia con problemi anche interpersonali; mi è piaciuta la sua disciplina nell'affrontare le cose per raggiungere sempre la meta prefissata. 
La protagonista femminile, Tiffany,  vedova molto giovane, è chiaramente una persona sola, borderline, che trova in Pat la persona giusta a cui aggrapparsi prima di precipitare. Lo aiuta ed è aiutata a raggiungere un obiettivo che darà loro la consapevolezza che la loro vita può essere vissuta in modo "normale". 

Qui poi mi chiedo cosa vuol dire "normale", ma questo è ... un altro post! :-)

Insomma piacevole, romantico al punto giusto, ben recitato, fa anche un pò riflettere appunto su cosa è normale e cosa no, e dove si vede e si vive "varia umanità".

Spero la prossima volta di potervi mostrare qualcosa di scrapposo, o uncinettoso, o altro. Vorrebbe dire che il mio pollice destro è ritornato! :-)

A presto

03 febbraio 2014

Four Italian Friends ... la ri-scoperta del Sud.

Questa volta le mie chiacchiere saranno rivolte alle mie origini. Chi mi conosce o mi legge sul blog, Facebook o Twitter sa che sono di Napoli e fiera di esserlo. 

In passato senza mai rinnegare le mie origini non mi sono mai molto interessata a parlare della città o della regione Campania e meno che mai del Sud in generale.
Ho sempre pensato in cuor mio che avevamo e abbiamo una ricchezza di cultura, di storia, di arte, di gastronomia, di paesaggi, e chi più ne ha più ne metta,  che ci rendevano una potenziale ricca regione.
Accanto a ciò ho sempre pensato che i peggiori nemici di Napoli siano i napoletani, così come per il resto del Sud siano gli stessi meridionali.

Negli ultimi anni - non dico l'età per carità! Me ne guarderei bene! - ma forse il fatto di aver lasciato la mia terra e di ritornarci solo sporadicamente ho sentito la necessità di condividere con i miei amici le bellezze in senso lato di Napoli e della Campania in generale.
Mi sono accorta di non essere l'unica meridionale a sentire questa necessità. 

Gli italiani in generale, non voglio restringere questo secifico discorso ai meridionali, sono un popolo di emigranti in senso ampio, nel corso della storia non ci siamo limitati ad andare all'estero, ma abbiamo attraversato questo stivale da Sud a Nord, ma anche viceversa.

L'emigrazione verso Torino e in generale verso la Pianura Padana negli anni del boom industriale, ma prima l'emigrazione dei Veneti artefici della bonifica dell'Agro Pontino. Storia raccontata in modo magistrale nel libro: Canale Mussolini di Antonio Pennacchi, e che caldamente vi consiglio.


 Ora tutto questo per raccontarvi un'avventura che insieme ad altri amici di origine pugliese abbiamo deciso di intraprendere: riscoprire il nostro Sud, nei punti più nascosti, nelle tradizioni più antiche, nei sapori meno diffusi, e raccontarlo agli amici e a chiunque vorrà seguirci.

Sorrento

 L'idea è nata perchè abbiamo voluto inizialmente raccontare i nostri luoghi a noi stessi: prima un viaggio in Cilento insieme, poi un viaggio in Puglia.

Una gita a Napoli, un fine settimana a Procida ... insomma abbiamo Ri-scoperto il nostro Sud e lo abbiamo raccontato. E lo abbiamo raccontato anche agli amici, non solo italiani, ma anche stranieri. Da qui l'idea di un blog che parli della nostra terra. In inglese perchè ormai tutti lo conosciamo, mentre gli anglosassoni non sanno l'italiano ... :-)  e perchè è più probabile che uno straniero non conosca la nostra terra, mentre un italiano si.
Ravello


Il blog si chiama Four Italian Friends perchè siamo quattro amici e sotto questo spirito vogliamo far conoscere le nostre terre. Non siamo stati molto originali direte voi! Lo so ... e per quanto mi riguarda è una grave onta visto che mi pongo come scrapper in primis! :-)



Lecce


Il nostro obiettivo è quello di far conoscere i "nostri posti"  sotto una luce diversa, meno turistica.

Far vivere il luogo come se si fosse del luogo, consigliare cose da fare fuori dai canali conosciuti, presenti nelle guide e quindi di per sè in parte snaturati.

Andare a visitare quel posto perchè intorno ad esso c'è una leggenda popolare, mangiare lì perchè la cucina è quella tradizionale casalinga.

Insomma consentire a chi vuole, di fare una esperienza diversa da quella prospettata dalle guide turistiche.

Trani
Immagino che ogni città, paese o contrada abbia qualcosa che ogni abitante conosce, ma che lo scrittore della guida turistica non ha scoperto! L'Italia è piena di queste meraviglie, un pò nascoste, molto abbandonate, che andrebbero rivalutate.

Questo periodo di pesante crisi economica dovrebbe far riflettere non tanto noi cittadini, quanto chi di questo paese decide la via da percorrere, di puntare sulle nostre eccllenze: arte, storia, cultura, cibo.

Del resto ci sarà un motivo per cui noi siamo qui da qualche migliaio di anni mentre altri nel pianeta no? :-)

Spero di leggere qualche vostro feedback in merito o anche solo le vostre esperienze.

Del resto chi mi segue su FB e su Twitter (un pò meno) sa bene la passione che mi spinge a parlare della mia terra.

La prossima volta vi mostrerò un qualcosa nella quale per la prima volta mi cimenterò: il cucito. O meglio non è tanto una prima volta ma quasi! :-)

A presto

09 gennaio 2014

Siamo già nel 2014!

E lo sappiamo ormai da 9 giorni direte voi! E lo so! ... Mi sono crogiolata in questi giorni festivi e non ho fatto nulla ... nemmeno gli auguri a voi che passate per queste pagine! ...


Comunque ... Buon 2014! A tutti! 

Che sia un anno migliore di quello che è trascorso! Perchè diciamocelo ... ha fatto parecchio schifo! 

Che sia un anno di serenità mentale per tutti: i problemi "quotidiani" definiamoli così ci sono e ci saranno sempre. Fa parte della vita. Ma sinceramente vi auguro e mi auguro, che questo 2014 sia un anno "normale" quasi monotono. Almeno io ho bisogno di un pò di noia. :-)

Che sia un anno di rinascita economica. E di rinascita di valori che a dirla tutta se ne sono andati un pò a farsi friggere!

Che sia un anno di pace. Perchè troppi conflitti e troppi dolori circolano nel mondo.

Io nonostante tutto sono fiduciosa. Sono convinta che il genere umano abbia sempre la capacità di ritrovare forze e sensibilità per superare i momenti di difficoltà.
Lo so. Mi direte che la storia, soprattutto nel secolo scorso, insegna esattamente cose diverse. Che paurosamente ci sono in giro alcuni segnali di grandi difficoltà sociali, politiche, economiche, etiche. 
Ma io confido nel genere umano. So che abbiamo un cervello che impara e se continuamo a parlare degli errori passati non se ne compiranno in futuro.
Penso che intorno a noi ci sia un potenziale che deve essere colto e utilizzato. Ce la possiamo fare!

Poi sinceramente spero che peggio di come stiamo (in ogni senso) non possiamo stare e quindi ...

BUON 2014!

A presto.


24 agosto 2013

Cards e bomboniere per il battesimo di Eduardo (si, proprio con la "U")


Con la "U" perché così è in napoletano e in spagnolo, dove vive.

Dunque rieccomi qui, ancora col tutore alla mano (chissà per quanto ne avrò!), ancora in questa bellissima stagione che è l'estate, col sole (bè oggi a dir la verità un po' ... "loffio") e con le giornate ancora lunghe.

Ci siamo lasciati con l'impegno di realizzare due cards e di fotografare le bomboniere per Eduardo. Eccomi qui, a mostrarvi questi lavori di "quasi" ferragosto.

Ovviamente la prima card è per il battesimo 
  


L'idea era quella di creare una sorta di tasca per contenere una bustina con un regalo in moneta contante utile per comprare - in Spagna - ciò che al piccolo serve.
Accanto a ciò volevo realizzare qualcosa che rimanesse in futuro. Cosa c'è di meglio di un album? Ma col mio dito pollice (destro tra l'altro) bloccato la cosa era difficile.
Ho quindi usato una tag che mi è arrivata da uno swap, con un "prometterò di fare"! :-)



Ecco il biglietto: molto semplice ed essenziale, con decorazioni ridotte al minimo causa infortunio.

La tasca interna contiene la bustina e la tag di cui accennavo sopra. Il tutto tamponato col distress ink blu.
La seconda card era per un compleanno. Ho utilizzato come base per il biglietto una decorazione che mi è stata regalata da una amica francese: un filtro da caffè completamente tinto di rosa decorato con una retina "sbrilluccicosa" lilla e del bordino in tinta.
Il filtro è ripiegato così da formare una sorta di tasca.
E qui subentra la mia opera: una semplice tag con un eyelet a forma di cuore, che contiene il messaggio di auguri.
Nastrini in tinta a decorare.
Ed eccoci arrivati finalmente a queste famose bomboniere per il battesimo! Ma quanto è che ve ne parlo? Mesi credo! In effetti .... Dunque ho semplicemente creato dei piccoli magneti portaritratto per il frigo utilizzando dei telaietti di diapositive. Nulla di eccezionale né di complicato a dir la verità. L'unica difficoltà, e ve lo accenno nel caso vogliate cimentarvi, è quella di aver preso delle calamite troppo "forti". Non vanno bene perché la struttura del telaietto e della base in cartone è troppo delicata. Ho pensato che quelle di "metallo" fossero più carine delle solite nere. Bè forse lo sono, ma non sono sicuramente adatte per questo tipo di lavoro.



Ogni telaietto è decorato in modo diverso: twistart, cartoncino, bottoncini, merlettini etc. etc. a decorare il davanti.
Sul retro oltre alla famosa e "tenace" calamita, ho annotato a mano il nome del bimbo e la data di nascita.

Inizialmente i bigliettini interni li ho reallizzati con un timbrino che ho poi colorato con semplici pastelli, indicando - in mancanza di indicazioni precise - la data di nascita.




In realtà non va così ed ora lo so. Ma in questi biglietti c'è un ulteriore errore: manca il cognome della mamma che in Spagna si aggiunge a quello del papà. E quindi all'ultimo momento ho dovuto rifare i biglietti.

Questi erano timbrati, colorati e tamponati ai bordi col colore verde.


I nuovi li ho dovuti fare senza attrezzi: quindi ho trovato una bella clip, l'ho stampata, fortunatamente sono riuscita a reperire delle forbici decorative e il bordo è ... "tamponato" con un semplice pastello. Oppure l'ho semplicemente picchiettato col pennarello. Insomma: in mancanza di attrezzi si aguzza l'ingegno! Questo per dire che anche in tempi di crisi si può semplicemente scrappare con poco, senza spendere una fortuna. Me lo devo ricordare visto il momento ....

Tornando a noi ecco il risultato:


Infine vi voglio mostrare l'insieme:

Abbiamo preso un cestino che era in casa.
Con la carta crespa azzurra abbiamo realizzato una decorazione laterale ed abbiamo cercato di fasciare il bordo.
Infine sullo stesso abbiamo incollato dei fiorellini in legno.
Una cosa semplice ed economica. Tranne la carta crespa era già tutto presente in casa.
I sacchettini li abbiamo riempiti di Smarties: colorati e al cioccolato; quindi apprezzati da adulti e bambini! :-)

Ce l'ho fatta! Cioè ... finalmente dopo mesi in cui vi parlavo di bomboniere ve le ho mostrate. Nulla di eccezionale è vero, ma in questi tempi di crisi economica non si può fare la bomboniera tradizionale.
Questa mi sembra di gran lunga una ottima idea: fatte a mano e quindi "uniche"; economiche perché sono stati utilizzati materiali in casa o riciclati e "leggere" nel senso mentale del termine.
Oggi anche per i battesimi e per le comunioni si fanno cose troppo in grande ed eccessive. Questo momento storico ed economico che stiamo vivendo, ci deve far riflettere sull'importanza di ricondurre le cose nelle loro dimensioni giuste.
Per un bimbo che nasce ci vuole allegria e leggerezza! Le cose in "pompa magna" lasciamole per ora ai matrimoni!

E dopo questo lungo dissertare vi lascio. Buon fine settimana e buon fine di stagione!

A presto


30 luglio 2013

Il passato che torna

E' ormai quasi un mese che non posto nulla.
Vari motivi: le ferie, una mano fasciata, pensieri che affollano la mente e non ultimo il caldo che non consente nemmeno di tenere il computer acceso.
 
Cominciamo dall'inizio che poi è legato anche al titolo del post. Le ferie. Tanto agognate, tanto pianificate e ... tanto volate!! :-) Come capita a tutti no?
 
Bene quest'anno le ferie erano un viaggetto sulla Est Coast degli US. Non c'eravamo mai stati. E li a Boston abbiamo degli amici, amici che non vedevamo dal 1995. Che fare? Personalmente ho sempre un po' timore a rivedere persone che non vedo da anni. Perché? Primo perché la mia vita è totalmente cambiata e dal mio punto di vista non sempre da considerarsi "in meglio", ed ho remora a parlarne con chi mi conosceva "nell'altra vita". Un po' contorto come ragionamento? Mah! Forse anche voi a volte ripensate ai sogni, alle aspirazioni del passato, a quello che avevate immaginato per la vostra vita. Non sempre poi questa si traduce nelle aspettative. Ecco che qui avevo timore a rivedere persone dopo tantissimi anni, che inevitabilmente avrebbero fatto domande. Ed io a queste non volevo rispondere!
Poi però le risposte sono venute facili, forse anche liberatorie e allora: non è poi tanto preoccupante rivedere amici dopo 18 anni!
In effetti si: è stato bello e non è stato nemmeno difficile riprendere discorsi interrotti a suo tempo. E' stato come ritrovarsi dopo un mese. BELLO!
 

Boston? Bella, bella! Forse tra le più belle degli US, se la gioca alla pari con Frisco a mio avviso.

Bel tempo vero? :-)

Si pare che li sia così: spesso bruttino e freddino. La prima non è una bella cosa quando sei in vacanza e vuoi girare per vedere una città. Le foto vengono davvero piatte!
 
La seconda invece è decisamente la cosa migliore. Immaginate a girare con temperature come quelle che ci sono state qui nei giorni scorsi? Sarebbe da sentirsi davvero male! Insomma ecco la testimonianza della nostra vacanza.
 
E arriviamo alla mano: una infiammazione della guaina sinoviale.
Il mio pollice destro è bloccato. Si muove solo se lo muovo con la sinistra. E ma tanto non lo devo muovere ha detto il medico!

Ma io con la sinistra non so far nulla ...... E devo fare due cards! Come farò senza pollice? Mah!

Infine il caldo: qui non si può tenere nemmeno il computer acceso. E l'aria condizionata direte voi? Beh! Io sono contraria. Ci lamentiamo dell'innalzamento delle temperature del globo però poi con i nostri comportamenti ce ne freghiamo. Penso che ognuno nel proprio piccolo dovrebbe fare la propria parte per salvaguardare il nostro bellissimo pianeta.

Nella vacanza americana ovviamente abbiamo anche visitato dei musei. Per chi non avesse esperienza il concetto americano di museo è praticamente all'opposto nostro: lì c'è invito a toccare, interagire. Insomma è molto più didattico che espositivo. Sarebbe bene che tra le tante cose che importiamo dall'estero (e spesso sono le cose peggiori) importassimo anche questo concetto. Però devo aggiungere ad onor del vero che a volte c'è della ipocrisia mastodontica.
 
Parlare ai bambini e anche agli adulti, perché no?, del problema dell'innalzamento delle temperature e di come questo sconvolge il naturale equilibrio del pianeta è cosa buona e giustissima, non solo giusta!
 
Mettere quindi un cartello di questo tipo non è solo intelligente, ma nell'ambito di un messaggio che si vuole mandare è necessario!
Dire come si può aiutare a contrastare questo fenomeno è importante. Per quei pochi che non conoscono l'inglese c'è tra le cose che possono aiutare ridurre le temperature del climatizzatore: meno calde in inverno e meno fredde in estate.

Ragazzi faceva un freddo in quel museo!! E non perché fuori facesse cattivo tempo. Era proprio aria condizionata ... a palla! Come si dice. Io avevo maglietta e KWay e battevo i denti.

Ora capirete perché spengo il computer, non accendo l'aria condizionata e tengo chiusi balconi e finestre. Le temperature interne rimangono più fresche e non mi sento in colpa per aver contribuito ad innalzare la temperatura globale.

Poi però devo far i conti col maritozzo ... :-)

Ecco qui: le mie quattro chiacchiere e qualche foto. Ora con un pollice in meno vado a fare le cards e ve le mostrerò quanto prima. Insieme alle foto delle bomboniere per il battesimo: terminate e confezionate.

A presto.

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